Il grande “bandierone” tricolore sorretto dai bambini è il bellissimo simbolo del 25 aprile a Sant’Angelo Lodigiano. Un simbolo che, assieme alle bandiere che l’ANPI invita a esporre alle finestre – e ogni anno ce n’è sempre qualcuna in più – non ha bisogno di tante spiegazioni. Il 25 aprile ricorda la sconfitta del nazifascismo, è la festa della Liberazione e della ritrovata unità nazionale.
Quest’anno la manifestazione avrà inizio alle ore 09:45 presso Piazza Monsignor De Martino (Piazza del Comune). Il “Percorso della Memoria” partirà dal Monumento a don Nicola De Martino (sacerdote e membro del CLN) per arrivare alla Pietra d’inciampo di Umberto Biancardi, alla casa dei coniugi Semenza, al vecchio Municipio (sosta presso la lapide del 1945 e la nuova pietra d’inciampo in ricordo di Enrico Paolini), al Monumento ai Caduti (omaggio istituzionale alla Grande Guerra) e terminare in Via Polli e Daccò (al parchetto Gescal i discorsi ufficiali e la messa al campo) .

L’attuale protocollo della celebrazione a Sant’Angelo è il frutto di un’importante conquista istituzionale dell’ANPI, sancita anni fa da un accordo con il Commissario prefettizio Savastano allo scopo di unificare le celebrazioni civili e associative che, sino a quel momento, procedevano ciascuna per conto proprio. Oggi la manifestazione è realizzata d’intesa con l’Amministrazione Comunale, con la collaborazione del Comandante della Polizia Locale Flavio Grassi e del dottor Andrea Capoccia, figura chiave nel coordinamento della giornata.

ANPI a Sant’Angelo Lodigiano
Presieduta da Ugo Speziani, la sezione ANPI di Sant’Angelo Lodigiano esprime un direttivo composto da Omar Damiani (vicepresidente), Francesca Codega, Giuseppe Di Silvestre, Lorenzo Sali, Lindoro Toscani, Gaia Vitali. Speziani e Codega sono stati protagonisti di recente di un’intervista realizzata negli studi di Sant’Angelo TV, nel corso della quale hanno presentato la manifestazione del 25 aprile e hanno ribadito la storia e i valori che hanno caratterizzato e che ancora sostengono l’azione dell’ANPI.
Qui il link al video dell’intervista
Definizione, Storia e Valori dell’ANPI
L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) è un ente di rilevanza nazionale fondato nel 1945, all’indomani della Liberazione. Se per decenni l’associazione è stata composta esclusivamente dai partigiani combattenti, circa quindici anni fa ha intrapreso un necessario processo di rinnovamento istituzionale. A fronte del naturale declino demografico dei membri storici e dei combattenti originari, l’ANPI ha aperto le proprie iscrizioni a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Resistenza.
L’associazione si fonda su pilastri etici e civili che costituiscono il requisito fondamentale per l’adesione:
- Antifascismo: quale unico e imprescindibile prerequisito ideologico richiesto agli iscritti.
- Memoria della Resistenza: intesa come conservazione attiva delle radici della democrazia italiana.
- Difesa della Costituzione: quale impegno costante nella tutela dei principi nati dalla lotta di liberazione.
Autonomia Politica e Ruolo Sociale dell’ANPI
L’ANPI rivendica con forza la propria indipendenza dai partiti, configurandosi come un organismo “super partes” il cui unico riferimento è la Carta Costituzionale. Tale autonomia è confermata dall’opposizione ai tentativi di riforma costituzionale giudicati lesivi delle libertà democratiche: l’associazione si è infatti schierata per il “No” sia nel referendum del 2016, promosso dal Governo Renzi (centrosinistra), sia nel recente referendum del 2026 proposto dall’attuale esecutivo (centrodestra).
In ambito sociale, l’ANPI funge da monito per il futuro, con una particolare attenzione al mondo della scuola. Sulla scorta del lavoro avviato dall’ex presidente, l’ingegnere Lindoro Toscani, l’associazione realizza progetti didattici focalizzati sul periodo 1922-1948. Questi percorsi mirano a connettere la storia della Resistenza locale con la genesi della Costituzione, garantendo che i valori di libertà non siano soggetti a manipolazioni storiche.
Storia Locale: L’ANPI a Sant’Angelo Lodigiano e il CLN
La sezione santangiolina dell’ANPI affonda le radici nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), costituito clandestinamente nel 1944. Grazie alle ricerche storiche condotte sulle pagine del periodico locale “Il Ponte”, è stato possibile ricostruire la composizione plurale del CLN cittadino, che rifletteva la cooperazione tra diverse anime politiche:
- Mario Usobio (PSI): Primo Presidente dell’ANPI di Sant’Angelo.
- Giovanni Gatti (PCI): Esponente della componente comunista.
- Edoardo Cremonese (DC): Rappresentante dei Democratici Cristiani.
- Pietro Speziani (PLI): Esponente del Partito Liberale.
- Alessandro Tonolli e Ettore Mascheroni: Responsabili dell’organizzazione militare.
Alessandro Tonolli si distinse in particolare come comandante partigiano nell’Oltrepo Pavese, guidando la sesta Brigata “Giustizia e Libertà”. I partigiani santangiolini operarono attivamente in diversi teatri bellici, tra cui il già citato Oltrepo (Romagnese), la Valtellina e la Val d’Ossola.
Il sacrificio dei partigiani Polli e Daccò
La memoria locale è profondamente segnata dal sacrificio di Battista Polli e Antonio Daccò, giovani combattenti della sesta Brigata “Giustizia e Libertà”. Renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana, scelsero la resistenza contro l’occupazione tedesca. I due trovarono la morte a Coli, nel piacentino, durante un rastrellamento nazifascista. Sebbene la dinamica esatta del loro decesso rimanga oggetto di dibattito storiografico tra l’ipotesi della fucilazione e quella di un eccidio più violento, il loro martirio rimane il punto focale delle celebrazioni cittadine.




