La democrazia, anche quella che si esercita nei Consigli Comunali, non è una partita di calcio. Sia la maggioranza che l’opposizione siedono in Consiglio rappresentando una parte reale e consistente della cittadinanza (a Sant’Angelo Lodigiano, nelle ultime elezioni comunali, i voti si sono divisi tra il 53,78% della lista del sindaco Devecchi e il 46,21% complessivo dell’opposizione). E tutti i Consiglieri, proprio in quanto eletti democraticamente, hanno la stessa dignità, gli stessi diritti e gli stessi doveri. Chi vince le elezioni ha il diritto e il dovere di amministrare la città e chi perde ha il diritto e il dovere di controllare, verificare e informare la cittadinanza su quanto di competenza. È così che funziona una democrazia sana.
Per questo stupisce – e preoccupa – che posizioni ben motivate vengano sminuite, banalizzate e finanche derise solo perché non conformi alla linea della maggioranza. La maggioranza non “vince 10 a zero”, chi assume posizioni diverse e compie atti eclatanti ma legittimi non “ruba la palla”. La politica non è un derby e il Consiglio Comunale è un’istituzione, non una curva da stadio.
Tutto questo accade a Sant’Angelo dove, in occasione della seduta del Consiglio Comunale del 25 giugno, le opposizioni tutte – Forza Italia, Fratelli d’Italia e Voltiamopagina (civica di CSX) – hanno deciso di disertare il Consiglio Comunale per protesta nei confronti della maggioranza (Lega e Civiche di destra) per la sua mancanza di trasparenza, coinvolgimento e informazione nei loro riguardi. In una lettera ben articolata hanno illustrato le motivazioni della loro scelta, inviandola formalmente agli uffici comunali e, anche informalmente, al Presidente del Consiglio Comunale, chiedendo che la stessa fosse letta in apertura del Consiglio per chiarire le ragioni di un’assenza così significativa (cinque consiglieri su cinque).
L’umiltà è il fondamento di tutte le virtù cristiane: venerdì scorso invece abbiamo assistito a un tripudio di autocelebrazioni ed entusiastici resoconti, con l’evidente obiettivo di strumentalizzare la visita del Santo Padre – che non è certo venuto in visita a Sant’Angelo per omaggiare la giunta Devecchi. La visita di Papa Leone è stata un evento storico e tutta la cittadinanza ha accolto questa bella occasione con entusiasmo e felicità: ma riguardo alla sua gestione va chiarito che il Comune, come sempre accade in questi casi, ha avuto un ruolo marginale. Infatti, come sanno bene gli addetti ai lavori, gli eventi che riguardano il Papa seguono protocolli di sicurezza molto rigidi definiti e gestiti congiuntamente dal Vaticano e dal Ministero degli Interni: rispetto ai quali i Comuni di volta in volta interessati non hanno voce in capitolo, limitandosi a recepire quanto deciso altrove. In ogni caso, anche in un’occasione così importante per tutta la città la maggioranza ha preferito agire in completa solitudine: non solo ritenendo superfluo un coinvolgimento delle opposizioni (anche semplicemente a livello formale) ma senza neanche curarsi di fornire un minimo di informazioni su un evento di tale risonanza. Non è una novità: del resto, solo per limitarsi ai casi più recenti, non c’è stato alcun coinvolgimento delle opposizioni neanche sulla grave frana che interessa via Aldo Moro né sul tema dell’Ecuosacco. E le ricostruzioni sulla mancata convocazione della commissione ecologia sono fantasiose e prive di fondamento: farebbe bene la maggioranza a verificare, prima di parlarne in Consiglio Comunale.
Infine, preoccupa molto la gestione del Consiglio Comunale del Presidente Stefano Pozzi, una gestione spesso e volentieri di parte. E’ emersa infatti, in questi mesi, la sua evidente difficoltà nello scindere il suo ruolo di Presidente del Consiglio da quello di delegato alla Sicurezza (un doppio incarico che già di per sé costituisce un palese conflitto d’interessi e una evidente sgrammaticatura istituzionale) e che ha avuto come conseguenza una gestione dei lavori del Consiglio Comunale quasi sempre poco equilibrata e certamente poco rispettosa dei diritti della minoranza, come è emerso chiaramente anche in occasione della protesta congiunta delle opposizioni. In questo caso, dopo aver ricevuto la comunicazione dei Consiglieri con le motivazioni della loro assenza, il Presidente Pozzi ha tranquillamente ignorato la richiesta di darne lettura, impedendo in tal modo all’assemblea di comprendere le ragioni della loro scelta: ragioni certamente opinabili ma insindacabili, trattandosi di un atto politico. Come se non bastasse la Segretaria comunale ha poi deciso di considerare i cinque consiglieri “assenti ingiustificati”, probabilmente come conseguenza del fatto che la nota non è stata giudicata idonea. Giudicata da chi? L’assenza era stata comunicata, il resto sono opinioni.
Da quando il Consigliere Pozzi è stato nominato delegato alla Sicurezza, la sua attività come Presidente del Consiglio comunale è diventata marginale: basta leggere le sue dichiarazioni quotidiane sulla stampa locale per rendersene conto. Farebbe bene dunque a dedicarsi solo all’incarico più recente, lasciando il ruolo di Presidente ad altri più motivati di lui: anche in considerazione del fatto che questo ruolo viene retribuito (a spese dei cittadini) e andrebbe quindi svolto, oltre che con equilibrio, con impegno e determinazione.




