Le guerre e la crisi climatica questa estate hanno presentato il loro feroce conto persino al Lodigiano: lunghe ondate di calore, siccità, caro bollette e caro carburanti, aumento mortalità anziani e perdite economiche. In Italia, in Lombardia e a Lodi si impone uno scatto negli investimenti green e rinnovabili.
A giugno scorso ho aderito alla lettera-appello pro rinnovabili che un centinaio di studiosi e ambientalisti hanno scritto ai Leader del “Campo Largo” (Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Matteo Renzi). Abbiamo già incontrato i vertici nazionali e regionali di AVS, Più Europa e Italia Viva. Questa settimana incontreremo Elly Schlein e la segreteria PD. Presto anche Giuseppe Conte e i 5 Stelle.
Lo scopo è costruire programmi e strategie comuni che si contrappongano ai gravi errori del governo Meloni in campo energetico: l’aver puntato sull’Italia come “hub del gas”, e l’aver evitato di affrontare seriamente il tema di come favorire una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili nel nostro Paese, sono errori che famiglie e imprese stanno pagando — e pagheranno — molto salati. Come rilevato dagli osservatori internazionali, l’Italia è oggi il Paese più esposto alle crisi energetiche, e quello con le tariffe più alte, proprio a causa di politiche poco attente allo sviluppo delle fonti pulite.
Il 28 agosto, venerdì prossimo, alla Festa dell’Unità di Lodi sarà ospite Annalisa Corrado che ci potrà dare una risposta ufficiale, in qualità di responsabile per il PD alla conversione ecologica, clima ed economia verde.
Il tema non è così scontato perché, come afferma l’appello: le difficoltà culturali e di consapevolezza affliggono, a livello territoriale, gli esponenti della vostra coalizione tanto quanto quelli del governo in carica. Vi chiediamo di aprire una riflessione sincera. La strada corretta nei confronti nei confronti delle proposte di impianti rinnovabili (anche grandi, nda) non è il muro contro muro, ma il dialogo e la trattativa con le aziende per generare vantaggi concreti per i territori.
Personalmente non dubito che proprio sulle rinnovabili e le politiche green si possa costruire un consenso largo e maggioritario in Italia: a luglio e agosto i prezzi orari dell’elettricità hanno superato i 200 euro a megawattora quando dipendeva dalle centrali a gas (come Tavazzano e Bertonico), per scendere sotto i 50 euro nelle poche ore in cui il solare aveva il sopravvento. L’Italia sta rinviando la direttiva europea che impone di pagare il prezzo “orario zonale” anche in bolletta: quando lo farà, converrà ai territori ospitare impianti rinnovabili puliti.
Il governo italiano potrà investire nei prossimi 2 anni i 14 miliardi per l’indipendenza energetica consentiti dal’Europa: deve decidere se buttarli nel nucleare costoso e irrealizzabile oppure in rinnovabili, mobilità elettrica (a cominciare dai treni) e pompe di calore per le case, gli ospedali e le scuole. Nel lodigiano, le istituzioni, le imprese e la società sono pronte? Pronti a scrivere progetti? Capaci di aprire cantieri e chiuderli in due anni?



