Andy Rocchelli non cercava lo spettacolo della guerra ma la storia delle persone costrette a vivere nella guerra. In pochi anni di attività professionale ha fotografato una costellazione di vicende lontane tra loro — nel Caucaso e in Kirghizistan, in Russia e in Calabria, durante la Primavera araba e a Maidan o in Donbass — che ci ha restituito attraverso un racconto sempre identico: la gente e la loro vita.
Andy Rocchelli, ucciso a trent’anni in Donbass mentre documentava la sofferenza della popolazione civile intrappolata nel conflitto fra i separatisti filorussi e l’esercito di Kiev, – noi di Lodigiano Democratico assieme a Gianpiero Brunelli – ADE Lab e al collettivo fotografico CESURA l’abbiamo voluto ricordare con una mostra di sue foto che è stata inaugurata sabato 26 settembre.
La sala Lydia era piena di gente. Davvero tanta gente che ha ascoltato la storia della vita, del lavoro e della morte del giovane fotoreporter pavese dalle parole dell’amico fotoreporter di guerra Gabriele Micalizzi, del giornalista Rai Agostino Zappia, autore di un bellissimo podcast, e di Danilo De Biasio, direttore della Fondazione e del Festival dei Diritti Umani.
Beppe Giulietti, portavoce nazionale di Articolo 21, ha mandato un messaggio video. «L’uccisione di Rocchelli e dell’amico e collega Mironov è una ferita aperta. I genitori e la sorella di Andy combattono da dodici anni una battaglia di dignità nella ricerca dei responsabili e delle ragioni di quelle morti. Un percorso impervio che ha fatto i conti con distorsioni, resistenze e sentenze contrastanti. L’iniziale condanna a 24 anni, per concorso in omicidio, a carico di un miliziano della Guardia Nazionale e dello Stato Ucraino come responsabile civile, è stata annullata in appello per un deficit procedurale nella raccolta delle testimonianze. Resta agli atti, nelle motivazioni della sentenza d’appello, la definizione dell’attacco comecrimine di guerra attribuito alle forze armate ucraine». E l’appello, al governo e alla magistratura, perché giustizia sia fatta.
La mostra fotografica Andy Rocchelli. Il valore delle testimonianza, è un evento del Circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Il saluto dei coordinatori Francesco Bondioli e Maddalena Camera ha sottolineato il senso e l’importanza del lavoro di un fotoreporter come Andy e l’estrema conseguenza della scelta di andare là dove la storia accade, dove quella storia tocca le persone.
La mostra ha il patrocinio del Comune di Sant’Angelo Lodigiano, rappresentato all’inaugurazione dal vicesindaco Eleonora Boneschi: «le immagini scattate dal fotoreporter pavese sono un’importante testimonianza visiva della storia contemporanea».
La mostra è aperta sino al 25 ottobre nella sala Lydia del Castello di Sant’Angelo Lodigiano. Giovedì, venerdì e sabato dalle 16.30 alle 19.30. Domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.








