Nacque durante un terremoto, il 4 marzo 1678, a Venezia. Una nascita così traumatica da indurre la levatrice a battezzarlo d’urgenza. Ereditò dal padre il colore rosso fiammante dei capelli: di qui il soprannome “Prete Rosso” con il quale venne chiamato dopo che ebbe indossato l’abito talare. Smise di celebrare la Messa per via di una grave forma d’asma che gli impediva di respirare negli ambienti chiusi e polverosi ma dedicò la vita alla musica: virtuoso del violino, fu maestro di musica all’Ospedale della Pietà di Venezia, celebre conservatorio femminile per orfane. Le ragazze formavano un’orchestra di altissimo livello e per loro scrisse gran parte dei suoi capolavori. Antonio Vivaldi (1678 – 1741) è stato, senz’ombra di dubbio, il più grande e rivoluzionario compositore del periodo Barocco. Un genio rock dei suoi anni. Alla sua vita, ricchissima di aneddoti affascinanti che ne rivelano il genio e le fragilità, il musicista Maurizio Schiavo dedica la conversazione musicale che terrà venerdì 29 maggio nella Sala Lydia del Castello Bolognini (ore 21, ingresso libero con prenotazione whatsapp al 335 8119146). L’evento è organizzato da Lodigiano Democratico e Ade Lab di Giampiero Brunelli. Nell’occasione verrà anche illustrato il nuovo CD con musiche vivaldiane inciso dall’ensemble Il Demetrio che verrà abbinato alla prestigiosa rivista musicale Amadeus , in edicola nei mesi di luglio e agosto.





