I cinque consiglieri di opposizione (Marika Bottazzi, Antonio Lucini, Luisella Pellegrini, Omar Damiani, Luca Cutillo) hanno deciso congiuntamente di non prendere parte alla seduta di giovedì 25 giugno del Consiglio Comunale di Sant’Angelo Lodigiano per denunciare lo scarso rispetto istituzionale della maggioranza verso gli organi di rappresentanza politica all’interno del Comune.
I consiglieri contestano l’atteggiamento e il metodo di lavoro non democratico di una Giunta che non è trasparente nelle comunicazioni su eventi e situazioni che riguardano l’intera cittadinanza e che sempre più rifugge dal confronto democratico sul merito delle cose, limitandosi a interpellare Consiglio e Commissioni consultive per la pura e semplice ratifica di quanto già deciso in precedenza.
Prima dell’inizio del Consiglio comunale i Consiglieri di opposizione hanno quindi inviato al Presidente del Consiglio il seguente documento con il quale comunicano la loro assenza per motivi politici, danno conto delle motivazioni della loro forte presa di posizione e chiedono espressamente che del documento stesso sia data lettura integrale in apertura di seduta.
DICHIARAZIONE CONGIUNTA DELLE OPPOSIZIONI
“Signor Presidente, Signor Sindaco, Assessori, Consiglieri, In questi anni abbiamo sempre partecipato ai lavori del Consiglio Comunale con serietà e rispetto delle istituzioni. Abbiamo studiato gli atti, presentato proposte, posto domande, avanzato osservazioni nel merito, anche quando sapevamo che sarebbero state respinte. Lo abbiamo fatto perché crediamo che il Consiglio Comunale sia il luogo naturale del confronto democratico e il principale organo di rappresentanza della nostra comunità. Proprio per questo oggi riteniamo di dover denunciare un metodo di amministrare che, seduta dopo seduta, sta svuotando il ruolo del Consiglio Comunale e mortificando quello di tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a episodi che, considerati singolarmente, potrebbero sembrare marginali. In realtà raccontano tutti la stessa impostazione. Il problema non è il legittimo esercizio del governo da parte della maggioranza. Chi ha vinto le elezioni ha il diritto di amministrare, e il dovere di farlo prendendo scelte lungimiranti e nell’interesse della collettività. Il problema è che sempre più spesso il Consiglio Comunale viene chiamato non a discutere o indirizzare tali scelte, ma semplicemente a prenderne atto quando sono state già prese. Le commissioni consultive, che dovrebbero rappresentare lo strumento di approfondimento e confronto sui temi più importanti per la città, vengono convocate sempre più raramente e, soprattutto, non vengono coinvolte sulle questioni di maggiore rilevanza. È accaduto per l’introduzione dell’Ecuosacco, di fronte alla situazione della frana in via Aldo Moro, su numerose altre decisioni che hanno avuto un impatto diretto sulla vita dei cittadini, e anche su qualche evento straordinario di portata storica. Analogamente, il Consiglio Comunale viene sempre più spesso investito di decisioni già assunte altrove. Lo dimostrano anche gli argomenti all’ordine del giorno di questa sera, che comprendono variazioni di bilancio relative a risorse già impegnate attraverso deliberazioni della Giunta. In questi casi il Consiglio si trasforma in una mera ratifica formale di scelte già effettuate. La Conferenza dei Capigruppo viene convocata quando l’ordine del giorno del Consiglio è già stato deciso. Non stiamo rivendicando un ruolo che non ci compete, rivendichiamo però il diritto – e diremmo il dovere – di essere messi nelle condizioni di svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno affidato: conoscere, discutere, controllare, proporre. Purtroppo, sempre più spesso, il confronto lascia spazio a comunicazioni tardive, decisioni già assunte e contrapposizioni personali. Le osservazioni delle minoranze vengono considerate un fastidio anziché un contributo al dibattito democratico, o accompagnate da attacchi che nulla hanno a che vedere con il rispetto dovuto tra rappresentanti delle istituzioni: volenti o nolenti rappresentiamo una grande parte della città.
Noi abbiamo un’idea diversa della politica. Quando il confronto diventa una formalità, quando le commissioni vengono svuotate della loro funzione e quando il Consiglio non è altro che un semplice passaggio obbligato, a perdere non sono le minoranze: è la qualità della democrazia locale. Per questo motivo non intendiamo contribuire a rappresentare come normale un modo di intendere il Consiglio Comunale che riteniamo profondamente sbagliato: si chiede a noi coinvolgimento senza coinvolgerci. La nostra decisione di non presentarci in aula non è una rinuncia al mandato ricevuto dai cittadini, né un gesto contro le istituzioni. Al contrario, è un gesto compiuto nel rispetto delle istituzioni, per richiamare l’attenzione sul progressivo indebolimento del ruolo del Consiglio Comunale e sulla necessità di restituire dignità agli organi democratici della nostra città. Continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, dentro e fuori quest’aula, con spirito costruttivo e nell’interesse esclusivo della comunità di Sant’Angelo Lodigiano. Ma oggi riteniamo che il segnale più coerente sia quello di non partecipare ai lavori di una seduta che, ancora una volta, giunge a decisioni già assunte, senza quel confronto preventivo che dovrebbe essere il fondamento dell’attività consiliare. Vi siete troppo abituati a “fare da soli”, per queste ragioni non siamo presenti.
Buona serata.
25 giugno 2026, i Consiglieri di opposizione”




