Leggere per ricordare. Il 27 gennaio non è una data qualunque. L’omaggio alla memoria si sviluppa anche attraverso i libri.
Diario
Un titolo su tutti: Diario di Anne Frank. Esistono molteplici edizioni e versioni pubblicate negli anni sulla base delle memorie scritte dalla ragazzina di tredici anni che suo malgrado visse il dramma senza pari della Shoah. Il suo lascito diventerà epocale, un simbolo di autenticità e innocenza contro la forma più estrema che la malvagità dell’uomo abbia mai raggiunto.
Anne Frank nacque a Francoforte, in Germania e per la folle concezione ariana del nazismo ciò non fu abbastanza per appartenere alla razza pura: Anne era ebrea. Dovette fuggire insieme alla famiglia e riparare ad Amsterdam; la clandestinità non bastò per scampare ai rastrellamenti voluti da Hitler. La giovane morì di tifo nel campo di concentramento di Bergen-Belsen; ai posteri lasciò i suoi appunti segreti che aveva scritto in un diario. Una delle più tragiche, immediate e toccanti testimonianze della Shoah.
L’edizione 2015 del Diario per i tipi di Einaudi offre anche una ricostruzione degli ultimi mesi della vita di Anne e della sorella Margot, sulla base di testimonianze e documenti raccolti negli anni. Prefazione di Eraldo Affinati, con uno scritto di Natalia Ginzburg.
La sola colpa di essere nati
Testimone vivente dell’Olocausto, Liliana Segre ha saputo dare contributi importanti in ambito editoriale, realizzando diverse pubblicazioni basate sulla tragica esperienza vissuta in prima persona. La sola colpa di essere nati (Garzanti, 2021) merita sicuramente di essere annoverato tra le letture più toccanti in tema di memoria. Era il 1938: gli effetti sconcertanti delle leggi razziali diventano realtà. Aveva solo otto anni quando le venne impedito di tornare in classe; il primo passo, l’inizio di un calvario che avrà una disumana fine per milioni di ebrei, con le camere a gas. Nel gennaio 1944 fu deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale; riuscì a sopravvivere, venne liberata il 1° maggio 1945 dal campo di concentramento in cui era detenuta (Malchow). La senatrice a vita Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più.




