Milano, maggio 2026 – Non è un episodio isolato ma l’ennesimo capitolo di un malfunzionamento cronico che sta portando al collasso la gestione quotidiana della salute in Lombardia. Il Siss (Sistema Informativo Socio-Sanitario), l’infrastruttura tecnologica su cui poggia l’intera sanità regionale, è andato nuovamente in down nei giorni scorsi, lasciando medici, farmacisti e pazienti in un vicolo cieco.
Un sistema paralizzato: dai medici alle farmacie. La situazione descritta negli ultimi giorni è di totale incertezza. Il blocco del software impedisce l’accesso ai Fascicoli Sanitari Elettronici, l’emissione di ricette dematerializzate e la gestione delle pratiche di malattia. Il disagio non riguarda solo gli studi dei medici di base, descritti come ormai “disperati”, ma si è esteso a macchia d’olio a farmacie, ospedali e ambulatori su tutto il territorio regionale. Secondo le segnalazioni, l’attività sanitaria risulta drasticamente rallentata, trasformando semplici procedure burocratiche in una corsa a ostacoli che si scarica inevitabilmente sui cittadini.
L’affondo politico: “La Giunta non ha idea di cosa fare”. A sollevare nuovamente il caso è Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Partito Democratico, che denuncia una gestione definita “fallimentare”. “La Giunta non ha idea di come affrontare l’emergenza”, ha dichiarato la dem, sottolineando come la consapevolezza dei vertici regionali sia arrivata solo dopo anni di sollecitazioni dall’opposizione. Vallacchi accusa l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di essere rimasto “succube” di una condizione che danneggia l’intera utenza lombarda, chiedendo un intervento immediato per trovare un’alternativa valida a un software considerato ormai inefficiente.
Lo scontro tra Bertolaso e Aria. L’aspetto più critico della vicenda è lo scontro istituzionale che si è aperto tra l’assessorato al Welfare e Aria, la società partecipata incaricata di gestire l’infrastruttura Siss. Se da un lato l’assessore Bertolaso ha finalmente ammesso che il disservizio è “reale, serio e non più accettabile”, assicurando l’avvio di verifiche tecniche e giuridiche per esplorare soluzioni alternative, dall’altro i fatti sembrano smentire la rapidità d’azione promessa. “Mentre aspettavamo che le promesse diventassero fatti, ecco l’ennesima crisi”, incalza Vallacchi, evidenziando come la tensione tra la Regione e i gestori del sistema non faccia che alimentare l’instabilità del servizio.
Un futuro incerto per la digitalizzazione. Il caso Siss si inserisce in un contesto delicato per la sanità lombarda, impegnata in una complessa fase di digitalizzazione. Tuttavia, ogni nuovo blocco informatico rischia di trasformarsi in un “caso politico” capace di alimentare tensioni dentro e fuori il Consiglio Regionale. Per medici e pazienti, la richiesta è univoca: uscire da una gestione che tiene “in ostaggio” la salute pubblica e garantire un sistema che funzioni in modo costante, senza costringere i professionisti a scusarsi quotidianamente per i fallimenti della tecnologia




