Silvia Grossi è fra le proposte accolte dai Giurati del Premio Strega 2025 con il libro L’Isola di Elsa (Libri dell’Arco 2024). Il nome della scrittrice pavese, amica e collaboratrice di Lodigiano Democratico, si aggiunge dunque a quello di Piergiorgio Paterlini, titolare di una rubrica satirica sul nostro magazine e pure candidato allo Strega.
“Quello di Silvia Grossi è un libro che ripercorre i temi prediletti, le speciali esperienze poetico-letterarie e il prezioso bagaglio umano di Elsa Morante, la prima scrittrice a vincere il Premio Strega nel 1957 con L’Isola di Arturo – afferma il giornalista di RaiUno Giovanni Maritati nelle note con cui ha candidato L’Isola di Elsa al prestigioso premio letterario -. La vicenda raccontata si sviluppa proprio a Procida, l’isola dove Elsa Morante ambientò il suo famoso romanzo, attraverso il dialogo fra una scrittrice di oggi in crisi esistenziale e la ragazza scelta quell’anno per impersonare Graziella secondo una consolidata tradizione locale ispirata al celebre racconto ottocentesco di Alphonse de Lamartine. Con uno stile fluido e nitido, il romanzo di Silvia Grossi, oltre ad essere un omaggio sentito e sincero all’indimenticabile Elsa Morante, è un viaggio avventuroso nel tempo e nei sentimenti, una esplorazione di pezzi di vita che ancora oggi ci appartengono per la loro inattesa e inesauribile attualità”.
Entusiasta la reazione dell’autrice Silvia Grossi alla notizia: “Mi fa piacere che ad arrivare sul palcoscenico più prestigioso della Letteratura italiana sia un testo di sperimentazione narrativa pura (quella stessa che la Morante ha sempre ricercato nella sua produzione), un miscuglio di generi, perché mixare differenti stili di scrittura e provare ad uscire dalle etichette prefissate è il mio obiettivo da sempre; e perché sono fortemente convinta che andare oltre, ibridare, non stare forzatamente nei canali sia – anche – ciò che serve per fare Cultura, oggi. Nel momento della stesura ho sempre pensato a L’Isola di Elsa come a una carezza per l’anima e a una sferzata per la mente, nella convinzione che si possano unire queste due azioni, apparentemente in contraddizione. E lo si debba fare soprattutto nell’urgenza di risorgere dalle diatribe pubbliche spesso trascinate al ribasso, dall’ottusità di chi si crede portatore di verità assolute, dalle asserzioni ignoranti e dall’eccesso dei piedistalli intellettuali. Bisogna tornare a parlarsi, guardandosi negli occhi, come fanno le due protagoniste del libro, senza il filtro di uno schermo, spesso attivatore soltanto di aggressività. La copertina è rosa perché rosa è il colore di Procida Capitale della Cultura, a cui sono infinitamente grata; perché rosa è il colore stereotipato della femminilità secondo i canoni della Questione maschile (quella che ci causa molti problemi) e tanti ne ha causati alla Morante; perché rosa è il colore che mi ha sempre fatto pensare al futuro”. Il libro ha vinto, l’estate scorsa, la sezione Omaggio a Elsa del Premio Procida – Isola di Arturo – Elsa Morante.
Soddisfazione anche da parte della casa editrice riminese Libri dell’Arco: “L’Isola di Elsa è un piccolo gioiello, una vera chicca letteraria che merita davvero un così prestigioso riconoscimento – commenta il responsabile editoriale Salvatore Primiceri. – Rivolgiamo i nostri più entusiasti complimenti a Silvia Grossi e le auguriamo di ricevere sempre più gratificazioni nella sua già brillante carriera di autrice”.




