ANNO NUOVO
Tra risa, grida e coppe di spumante
l’anno nuovo ha schiacciato
l’antico. Sparsi restano
lungo le strade i cocci della festa.
E l’ombra è scesa d’un altro grado sul tuo quadrante
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Margherita Guidacci (1921 – 1992), benché in posizione appartata e ben lontana dall’Ermetismo, è stata una delle poetesse più interessanti del Novecento: «Avevo capito – spiegherà – che la mia ricerca, qualunque potesse essere la sua portata e il suo approdo, avrebbe dovuto svolgersi in un accostamento drammatico di significati anziché in un accostamento magico di suoni».
«La parola poetica di Margherita Guidacci – ricorda lo scrittore Luca Pizzolitto – è un’intensa e continua riflessione sui temi della vita e della morte, archetipi opposti e complementari, legati in un indissolubile intreccio che è continua tensione verso la luce e, nello stesso tempo, buio che precipita sui confini dell’abisso».
La poetessa ebbe una vita dolorosa e, per trovare sollievo alla sua sofferenza psichica, negli anni Sessanta fu costretta al ricovero in una clinica neurologica. Scrive il critico letterario Giuseppe Langella: «Margherita Guidacci assume su di sé tutti i patimenti e le angosce del mondo e li raggruma nei suoi versi; ciò che colpisce nella sua opera è la visceralità del sentimento».
Non è un caso se, davanti alle barbarie della guerra, dei genocidi e del terrorismo, nelle sue liriche si leva la voce dello sgomento e dell’esecrazione, dello strazio e del compianto. Il suo sguardo poetico passa in rassegna i drammi della Storia soffermandosi, con viscerale empatia, sulle vittime innocenti. Nella raccolta del 1977, Il vuoto e le forme, rabbia e sdegno accompagnano il racconto del golpe militare che in Cile, quattro anni prima, aveva rovesciato Salvador Allende e perseguitato i suoi sostenitori; L’orologio di Bologna, composto a ridosso dell’attentato terroristico del 2 agosto 1980, è un commosso e indignato requiem per le vittime della strage. E se la minaccia di una guerra nucleare, in tempi di corsa agli armamenti, aleggia perfino nei pannelli poetici dell’Altare di Isenheim (1980) ispirati al celebre polittico di Grünewald, la Via Crucis dell’Umanità passa in rassegna alcuni dei crimini mostruosi della Storia: la strage degli innocenti ordinata da Erode, lo sterminio degli Incas e degli Indios, lo schiavismo, la shoah, la bomba atomica e l’uccisione di tanti che si sono battuti per la giustizia e per la pace, dai martiri cristiani a padre Kolbe, a Gandhi, Kennedy, Martin Luther King.
L’edizione aggiornata dell’intero corpus lirico di Margherita Guidacci, Le poesie, è stata curata da Maura Del Serra e pubblicata da Le Lettere.





