Talvolta piccole mostre nascondono autentici tesori. E’ il caso di “Le donne di casa Manzoni. Percorsi d’arte, amicizia e letteratura tra Parigi, Milano e Lodi”. Allestita presso il Polo culturale Maria Cosway di Lodi, ripercorre la vita di Maria Hadfield in Cosway e i suoi legami con Giulia Beccaria, madre di Manzoni, Enrichetta Blondel, sua prima moglie, e Vittoria Manzoni, la figlia che studiò per ben sei anni nel collegio fondato e retto a Lodi da Maria Cosway.
La vita di Maria Luisa Caterina Cecilia Hadfield, nata a Firenze nel 1760 in una famiglia inglese, è emblematica dell’emancipazione delle donne nel secolo dei Lumi. Studia musica e pittura, si diploma all’Accademia del disegno di Firenze e si sposa a Londra col pittore Richard Cosway. Nel 1801 si reca col marito a Parigi e diventa copista dei dipinti del Louvre, che fa riprodurre, presso un editore londinese, in stampe colorate a mano. Il raffinato catalogo delle gallerie del museo non ha tuttavia fortuna commerciale, e l’opera viene interrotta.
A Parigi Maria Cosway conosce e diventa amica per la vita di Giulia Beccaria, madre d’Alessandro Manzoni. Il celebre figlio, concepito da Giulia durante una relazione con Giovanni Verri, fratello dell’illuminista Pietro Verri autore delle Osservazioni sulla tortura (1777), verrà riconosciuto da Pietro Manzoni, che sposa Giulia già in attesa, legittimandone il figlio. Nel 1792 la Beccaria, donna di notevole indipendenza e levatura intellettuale, si separa dal marito per vivere con Carlo Imbonati, figura di riferimento per Alessandro Manzoni. La coppia sarà fondamentale per la promozione sociale e il consolidamento della fama dello scrittore milanese.
Altra figura femminile tratteggiata nella mostra è quella di Enrichetta Blondel, prima moglie, a soli sedici anni, d’Alessandro Manzoni. Fu un matrimonio d’amore costellato di gravidanze (ben dieci figli), malattie e caratterizzato dalla sua conversione dal calvinismo al cattolicesimo. La nuova fede di Enrichetta fu fondamentale per riavvicinare Manzoni al cattolicesimo, che ne caratterizzerà i pensieri e i sentimenti per il resto della vita. Enrichetta fu il fulcro e il motore della famiglia Manzoni, venerata da Alessandro ma stimata anche dalla suocera Giulia Beccaria, donna esigente e critica, che tuttavia considerava Enrichetta alla stregua di una figlia.
Forte fu pure il legame d’amicizia tra la Blondel e Maria Cosway, confermato dalla presenza di Vittoria Manzoni, figlia prediletta d’Enrichetta, nel collegio fondato dalla Cosway. Fu proprio nel collegio di Lodi che Vittoria apprenderà, da una lettera della nonna Giulia, della morte prematura dell’adorata madre, nel giorno di Natale del 1833.
La mostra illustra con quadri, documenti e dovizia di spiegazioni le vite di queste donne forti, intelligenti e colte, che hanno segnato momenti dell’emancipazione femminile tra Settecento e Ottocento. Perse nel fiume della Storia, sono riscoperte, valorizzate e raccontate in questa mostra, piccola ma preziosa, che ce le restituisce con le gioie e i dolori, i successi e i fallimenti che caratterizzarono le loro esistenze.
Fino a domenica 26 gennaio 2025
Giovedì e venerdì ore 16-19
Sabato e domenica ore 10-13 e 16-19
Polo culturale Maria Cosway
Via Paolo Gorini, 10 – Lodi
Ingresso gratuito





