Parrebbe una questione che non ci riguarda, lontana, persino estranea. Non è così: qui al Nord, nelle province lombarde, in terra lodigiana ha ancora senso parlare di mafie. L’inganno delle apparenze è svelato dalla spietata eloquenza dei dati e delle inchieste. Eppure secondo i “benaltristi” le priorità sono altre, è inutile perdere tempo con questi discorsi: la mafia non ammazza più, dicono. Risulta invece anacronistica e inattendibile questa narrazione, perché la realtà che ci circonda è meno idilliaca e molto più critica di quanto si possa immaginare.
Il fact checking si rivela determinante, conferma che “queste cose” accadono anche qui al Nord, nelle province lombarde, in terra lodigiana. Lo scorso 17 giugno presso l’Università degli studi di Milano – nell’ambito di una iniziativa realizzata da CROSS (Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’ateneo milanese) e CGIL Lombardia – venne presentato il dossier “Mafia ed economia in Lombardia” realizzato dai docenti universitari Nando dalla Chiesa e Andrea Carnì. Quello che emerge è uno spaccato decisamente preoccupante. In generale, nel territorio lombardo prevale l’assoluto dominio della ‘Ndrangheta rispetto alle altre organizzazioni criminali. L’economia mafiosa ha ampliato la propria presenza; aspetto ancora più inquietante, si riscontrano legami di indagati o condannati per mafia con le società sportive dilettantistiche. Sullo sfondo, sanità e farmacie. Per quanto riguarda Città metropolitana di Milano, si registra la crescita del riciclaggio. A proposito della provincia di Lodi è stato rilevato un calo dei reati spia, con una riduzione drastica di estorsioni e danneggiamenti seguiti da incendi. Spicca tuttavia il fenomeno delle false fatturazioni: nel dossier si legge testualmente “soggetti vicini alla ‘ndrangheta attivi nel Lodigiano”. Analisi e monitoraggi si sono rivelati attendibili: a metà novembre un uomo riconducibile a una società della Bassa è risultato coinvolto in un’inchiesta che ha portato all’arresto di due persone e sei ai domiciliari. Le accuse: associazione a delinquere con l’aggravante, per alcuni, di aver agevolato l’organizzazione di stampo mafioso cosca Arena-Nicoscia lungo l’asse Lodi, Verona e Crotone. Indagini precedenti avevano scoperchiato un altro sistema, quello dei rapporti tra gruppi ultras milanesi e la ‘ndrangheta: racket, violenze e montagne di denaro. I problemi non sono altri e non sono poi così lontani.




