Tribolamenti longobardi è il curioso titolo della mostra, realizzata con 42 tavole ad acquerello di Marco Giusfredi, che si terrà dal 9 al 19 novembre nell’auditorium di Santa Cristina e Bissone (orario di apertura: tutti i giorni 18 -20; inaugurazione domenica 9 novembre alle ore 18).
Le tavole sono state appositamente selezionate per la mostra tra quelle create da Giusfredi per l’omonimo libro pubblicato nel 2017 con Maria Chiara Succurro e Luigi Casali per i tipi della casa editrice Univers edizioni .
Libro, e mostra, sono un racconto per immagini che unisce agli episodi salienti delle vicende dei Longobardi i ritratti di celebri personaggi che furono protagonisti della storia del loro popolo e della nostra penisola: Rosmunda, invitata a bere dal marito Alboino in una coppa ottenuta dal cranio del padre Cunimondo, re dei Gepidi; la mitica regina Teodolinda, che contribuì a portare gli ariani Longobardi nella Chiesa di Roma; il fulmineo innamoramento di Romilda per il terribile re degli Avari a cui si offrì in sposa finendo poi uccisa e impalata; e, infine, l’episodio di sapore boccaccesco raccontato da Paolo Diacono che ebbe protagonista la bellissima Teodote, sedotta dal re Cuniperto e poi miseramente relegata in un monastero.

Afferma il prof. Paolo Mazzarello: “Marco Giusfredi, artista inconfondibile e potente, è capace di cogliere con il tratto del pennello le situazioni e i personaggi che furono protagonisti di secoli nella storia della nostra penisola. L’epicentro delle vicende dei Longobardi, gli uomini dalle lunghe barbe, fu presto legato a Pavia, destinata a diventare città simbolo della loro egemonia, fino a quando il re Desiderio dovette soccombere nel 774 alla potenza emergente dei Franchi di Carlo Magno. Giusfredi si è calato in quel mondo lontano, cogliendolo per come è possibile percepirlo ora, sezionandolo e reinterpretandolo in modo sottile, per poi restituirlo in maniera originale, attraverso il filtro fantastico della sua mente”.
Ecco, ad esempio, cosa scrive, e pensa Giusfredi a proposito dei sogni dei Longobardi: “Ho la convinzione assurda e immotivata che i longobardi non sognassero. Credo che, come tutti gli uomini e tutti gli animali, sperassero, temendo il futuro, che vivessero nell’ansia e aggredissero la sorgente della paura.
Ma mi sembra di capire che impararono in fretta l’importanza della legge, senza per questo ritenerla trascendentale. Arrivarono ad applicare sul loro territorio regole diverse per le diverse etnie. Smisero molto presto di massacrare chi c’era prima di loro sui territori che occupavano: appena finita la doverosa razzia iniziava la convivenza, cioè la cosa più vantaggiosa”.
In mostra, le tavole delle illustrazioni propongono fatti e figure; a lato di ognuna, un testo breve in formato A3 aiuta a inquadrare il contesto. “Come sempre nei miei lavori – spiega l’artista – ogni tavola presenta una figura principale e i suoi pensieri, o un gesto e un modo di vederlo che non sono quelli che ci hanno insegnato. E, a lato in piccolo, il commento di piccoli spettatori. Noi”.
Marco Giusfredi, collaboratore di Lodigiano Democratico, milanese di Porta Garibaldi, professionista pubblicitario, si occupa da cinquant’anni di comunicazione finalizzata al marketing, con specifico indirizzo al packaging. La sua formazione risale ai tempi in cui immaginare di poter disegnare con un computer era indice di eccessiva e preoccupante fantasia. Riuscendo a nutrirsi, grazie al mercenariato comunicazionale diurno, nottetempo disegna. Con pennino, acquerelli e pastelli ha prodotto ed esposto al benevolo e incoraggiante giudizio di un pubblico corruttibile e prezzolato (o troppo cortese per non mentire) illustrazioni e libri.











