Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) è un servizio essenziale, un diritto per le cittadine e i cittadini che quotidianamente devono spostarsi per studiare, lavorare, curarsi o altro. Il servizio viene utilizzato dai nostri ragazzi per recarsi a scuola, dai lavoratori per raggiungere il proprio posto di lavoro o anche per recarsi negli ospedali del territorio per cure o visite a congiunti e conoscenti. Il TPL è l’unica vera alternativa al veicolo privato ed è uno dei pochi servizi che potenzialmente potrebbero consentirci di combattere l’inquinamento, eliminando i gas di scarico delle singole autovetture e riducendo al contempo il traffico.
Questo servizio viene erogato su base regionale e i fondi vengono messi a disposizione da Regione Lombardia, che con la Legge Regionale n. 6 del 2012 ha riformato il settore introducendo l’obbligo di costituzione delle Agenzie per il Trasporto Pubblico Locale (in totale sei). Lodi, assieme a Milano, Monza-Brianza, Pavia e Milano Città metropolitana, fa parte dell’Agenzia TPL più ampia e importante della regione con quasi 5 milioni di residenti, 47 contratti di trasporto diversi e quasi 800 milioni di viaggi l’anno: quattro volte il totale del servizio TPL di tutte le restanti province e 2,5 volte il totale dei passeggeri del servizio regionale ferroviario. Numeri impressionanti, che evidenziano però la debolezza del territorio lodigiano inserito in un contesto complicato (333 residenti per kmq rispetto ai 4.500 dell’area metropolitana o ai 647 del sud Milano) caratterizzato da un servizio quasi assente nei giorni festivi e quasi inesistente dopo le 20:00 anche nei giorni feriali.
Regione Lombardia continua a concentrare i suoi interventi su Trenord, trascurando il trasporto su gomma. Nonostante nell’ultimo anno siano saltate l’11% delle corse e a novembre centinaia ne siano state annullate in un solo giorno, lasciando in strada studenti e cittadini in attesa di corse che non sarebbero mai arrivate. Le scelte di Regione Lombardia hanno conseguenze anche sulla mancanza di personale legata alla questione retributiva; con la scarsità di risorse disponibili e i livelli tariffari fermi al 2012, i margini operativi per le aziende di trasporto sono ai limiti del collasso.
Ci sono molti modi di mettere “le mani nelle tasche degli italiani”. Quello più semplice ed efficace, ma solo per chi governa, è sostituire un servizio pubblico, pagato con le tasse di tutti, con un servizio privato, pagato dai singoli cittadini. La prossima volta che dovrete prendere l’auto per portare vostro figlio a scuola o per recarvi al lavoro, ricordatevene.




