Parere positivo della Corte dei Conti della Lombardia alla delibera del Comune di Guardamiglio di aderire alla CER in forma di cooperativa “Comunità Solare – impresa sociale”, costituita in Lodi il 2 luglio 2024.
Sino a pochi mesi fa nei comuni del lodigiano prevaleva la convinzione che promuovere o aderire ad una comunità energetica rinnovabile (CER) fosse complesso e il percorso irto di ostacoli e incertezze normative. Chi voleva promuove CER con i finanziamenti regionali riteneva di essere parcheggiato in attesa di una decisione della Regione (arrivata solo a gennaio 2025). Poi, a fine settembre 2024, la Corte dei Conti ha espresso parere negativo alla decisione del Comune capoluogo di costituire una comunità in forma cooperativa, la convinzione si è rafforzata.
Eppure fermarsi è stato un errore, a Lodi come nel resto d’Italia. A renderlo evidente sono stati i privati, le imprese e il terzo settore (associazioni, fondazioni cooperative e parrocchie). I privati non solo hanno realizzato impianti rinnovabili, ma hanno dato vita alle prime configurazioni, cioè insieme di consumatori e produttori capaci di scambiarsi già l’elettricità incentivata in comunità.
La rete associativa di Umanità Lodigiana, con l’aiuto dei circoli di Legambiente (Lodi e Piacenza) ha lanciato il primo GAS solare, gruppo d’acquisto di impianti fotovoltaici, per aiutare cittadini e piccole e medie imprese ad accedere ai bandi europei (PNRR-GSE) per farsi approvare contributi sino al 40% dell’investimento sull’impianto. Le imprese più grandi o le società che installano impianti solari hanno dato vita a loro comunità, spesso con l’unico scopo di accedere ai fondi del PNRR.
La delibera della Corte sulla proposta del Comune di Guardamiglio ha chiarito definitivamente che si può aderire ad una CER in forma cooperativa: è conveniente la forma cooperativa perché può, meglio di qualsiasi associazione, raccogliere capitali ed investire in impianti solari comunitari. Cosa che la Comunità Solare sta già facendo su superfici della coop sociale Il Pellicano a Vidardo e sulla scuola comunale di Cervignano.
Non solo. La corte ha chiarito che i comuni possono promuovere CER anche senza farne parte: che se vogliono entraci debbono dimostrare la convenienza. Anche nel caso desiderano essere produttori: infatti i Comuni con impianti propri possono dare vita anche a configurazioni chiuse, solo per i propri consumi. Il Comune di Guardamiglio ha dimostrato la convenienza ad aderire alla Comunità Solare anche solo come consumatore.
In più, come ha osservato la Corte, Guardamiglio ha dimostrato che costituire e gestire una propria comunità avrebbe avuto un costo iniziale e annuale elevato. Costituire una associazione riconosciuta o una fondazione implica versamento di un capitale iniziale, oltre a caricarsi di una costo di avviamento. Anche la gestione è onerosa: i prezzi di mercato richiesti anche nel lodigiano da imprese e utility energetiche sono dell’ordine di grandezza di 5-10 mila euro all’anno per un piccolo comune (e si alzano con le dimensioni della CER). Mentre l’adesione alla cooperativa costa 100 euro (4 azioni di cooperazione) una tantum, restituibili al recesso. Nulla.
Gli atti e le delibere adottate dal Comune di Guardamiglio si trovano sul sito del Comune e della Comunità (www.coopsolare.it).




