La bella stagione è alle porte e la voglia di qualche passeggiata all’aperto torna a farsi sentire. Il Parco della Collina di San Colombano è a due passi da Sant’Angelo, si raggiunge in pochi minuti di macchina oppure in bici, attraversando le colline. Approfittando della visita spesso ci si ferma per una passeggiata nel centro storico di San Colombano, con il bel parco del suo castello e la sua piazza dove ci si può sedere all’aperto per una bibita. Lungo la strada si costeggiano Graffignana e il parco delle Spadazze con il laghetto che, in estate, è meta di molti giovani della nostra città.
Il confronto con la nostra Sant’Angelo è impietoso. San Colombano è ben tenuta, le vie del centro sono lastricate con porfido ben conservato, il viale di ingresso è delimitato da alberi di alto fusto ben potati. In una domenica qualunque è facile trovare la piazza frequentata da qualche famiglia che passeggia e da bambini che giocano. I cestini per i rifiuti sono puliti, le auto sono parcheggiate ordinatamente e nel parco ci sono servizi igienici a disposizione dei visitatori.
Com’è possibile che a Sant’Angelo non si riesca ad avere qualcosa di simile? Il nostro Castello è molto bello, abbiamo una piazza accogliente. Però manca tutto il resto. La città è trasandata, le strade sono sporche, i cestini dei rifiuti spesso pieni, sporchi e malandati. Non c’è un parco degno di questo nome, non ci sono servizi igienici pubblici e i (pochi) visitatori, in casi di necessità, devono arrangiarsi. I parcheggi sono scarsi e le auto sono disordinatamente lasciate ovunque.
Qualcosa si potrebbe fare. Occorre, però, la volontà amministrativa di cambiare. Perché non provare a chiudere una piccola parte del centro storico al traffico (via Umberto I e Piazza della Libertà) il sabato pomeriggio e la domenica? Con orari ben definiti, ad esempio dalle 17 alle 24 il sabato e dalle 16 alle 23 la domenica. In questo modo i commercianti potrebbero lavorare affacciandosi sulla piazza e sulla via, magari organizzando ogni tanto aperture prolungate. I santangiolini, dal canto loro, potrebbero passeggiare nel centro storico con tranquillità.
Invece la città è ferma e sembra aleggiare in essa un senso di abitudine agli spazi pubblici trasandati e sporchi e alla cronica mancanza di servizi. Con il risultato che, chi può, cerca casa altrove.




