Ancora un sold out alle Vigne, questa volta per “Ti ho sposato per allegria”, spettacolo andato in scena sabato 28 febbraio. Una proposta che ha davvero conquistato il pubblico che, alla fine della serata, ha mostrato il proprio gradimento tributando alla compagnia un’ autentica ovazione. Scritta da Natalia Ginzburg nel 1965 (qui a Lodi in una recentissima produzione targata Tieffe Teatro e Quirino Srl.), la commedia affronta temi forti: l’amore e le relazioni, la morte, le diseguaglianze sociali. Nel cast, Marianella Bargilli è stata più volte applaudita per la sua Giuliana irriverente e autentica. L’atteso Giampiero Ingrassia (volto noto del panorama teatrale e figlio d’arte: per anni l’indimenticabile padre Ciccio ha calcato le scene insieme a Franco Franchi) ha offerto un Pietro riflessivo e solido, perfetto contraltare alla vivacità della moglie. Altrettanto acclamata Lucia Vasini nel ruolo della madre di Pietro, esilarante e capace di una coinvolgente vis comica. La regia di Emilio Russo mantiene un ritmo incalzante che fonde commedia e dramma, evocando nostalgia e tenerezze. La scenografia e le luci hanno creato un’atmosfera sospesa, efficace nell’evidenziare i dialoghi e la psicologia dei personaggi. Nonostante sia ambientata negli anni ’60, la pièce dimostra di non aver perso smalto, risultando attuale nell’analisi delle relazioni e delle incomprensioni di coppia e delle differenze sociali: uno spettacolo che intrattiene e fa riflettere.


Non solo prosa, però, sul palcoscenico lodigiano, dove anche la musica di qualità sa essere protagonista al pari degli spettacoli teatrali. Prima della piece della Ginzburg il cartellone delle Vigne aveva infatti offerto un appuntamento musicale dal titolo accattivante, La Fantasia nella musica, un concerto affidato a due interpreti d’eccezione: il pianista Vovka Ashkenazy e il giovane violinista Leonardo Moretti.
La Fantasia è un vero e proprio genere musicale, che si caratterizza per l’organizzazione formale libera da schemi precostituiti e per un carattere rapsodico, quasi improvvisativo. Tutti questi elementi erano perfettamente rintracciabili nelle composizioni proposte: a partire dalla celebre sonata per pianoforte op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna“, posta in apertura di serata, alla quale erano acccostate le Fantasie, per violino e pianoforte, di Niccolò Paganini, Henri Vieuxtemps, Henryk Wieniawski, Antonio Bazzini.
Con il loro innegabile talento e un’interpretazione magistrale Ashkenazy e Moretti hanno conquistato la platea riuscendo a mettere in luce alla perfezione le peculiarità espressive dei brani eseguiti. La loro esibizione, salutata da caldi e prolungati applausi, ha confermato ancora una volta che l’offerta artistica del teatro lodigiano riesce sempre a cogliere nel segno, offrendo quel “plus” che il pubblico gradisce e apprezza.





