Sabato 24 alle 16, per la prima delle manifestazioni organizzate dall’ANPI di Sant’Angelo Lodigiano in occasione della Giornata della Memoria, una piccola folla si è ritrovata in via Umberto I presso la Pietra d’Inciampo intitolata a Umberto Biancardi per rendere omaggio alla memoria del giovane tipografo santangiolino deportato per la sua attività antifascista a Dachau, dove trovò la morte nel 1945.
Erano presenti, accanto ad Anna e Antonietta, figlie di Biancardi, Ugo Speziani, presidente della sezione ANPI di Sant’Angelo Lodigiano ; Giuseppe Di Silvestre, membro del Direttivo della sezione Anpi di Sant’Angelo; il vicepresidente dell’ANPI provinciale e di Sant’Angelo Omar Damiani; mons. Enzo Raimondi, prevosto della parrocchia dei Santi Antonio abate e Francesca Cabrini; l’assessore alle politiche sociali, al commercio e alla cultura Rosita Sali in rappresentanza del Comune di Sant’Angelo.






Omar Damiani, dopo aver letto un celebre passo tratto da Se questo è un uomo di Primo Levi («Non iniziò con le camere a gas, non iniziò con i forni crematori…») ha voluto ricordare i Giusti: quelle persone che, come Biancardi, “con senso di sacrificio, di abnegazione, hanno avuto il coraggio e il senso civico di schierarsi dalla parte giusta, dalla parte della dignità” e che “devono infondere in noi la speranza e la fiducia di un presente e un futuro migliori”.

Ha poi preso la parola mons. Enzo Raimondi che ha messo in evidenza l’importanza della memoria, mai scontata e sempre necessaria di fronte a ciò che oggi accade nel mondo; e come ricordare serva a non dimenticare la dittatura, la guerra, le ingiustizie e le devastazioni passate, ribadendo che tutto questo non si deve più ripetere. Il ricordo di Umberto Biancardi, un santangiolino che pagò con la sua vita per non essersi allineato al potere, deve essere un esempio che invita tutti a prendere posizione – ha concluso mons. Raimondi -: anche se è scomodo e comporta dei rischi, oggi dobbiamo scegliere con coraggio per la pace e la libertà, perché solo così possiamo davvero cambiare qualcosa.




In ultimo il discorso di Ugo Speziani che, dopo aver ringraziato l’assessore Sali per la sua presenza e la Polizia Locale per aver predisposto le misure di sicurezza stradale durante la cerimonia, ha ricordato quattro momenti chiave legati a Biancardi e che ormai fanno parte della memoria collettiva della città: i fatti legati alla sua deportazione; il rapporto con la famiglia, così come emerge dalle sue toccanti lettere da Dachau; i riconoscimenti pubblici che negli anni hanno onorato la sua figura di antifascista (Croce al Merito di Guerra; Medaglia d’oro del comune di Sant’Angelo Lodigiano; intitolazione a suo nome di una strada in Sant’Angelo); la posa della Pietra d’Inciampo a lui dedicata. Il Presidente ANPI ha sottolineato come “fare memoria collettiva e il ricordare i drammi della dittatura e della guerra non è solamente importante ma è addirittura vitale. Le nostalgie totalitarie che oggi attraversano l’Italia ed il mondo intero hanno mille motivazioni ma sicuramente una di queste è l’affievolirsi della memoria”. Speziani ha poi introdotto la Mostra Aned che si è inaugurata subito dopo presso la Sala Girona con l’esortazione a “riconoscere per tempo i pericoli che minacciano la famiglia umana: discriminazione razziale, fanatismo politico e religioso, violenza ed arbitrio, guerra, fame, sfruttamenti, mancanza di giustizia” e a “combattere quei mali , in un vincolo di solidarietà, verso mete di pace, uguaglianza, libertà e giustizia”.
Un breve momento di raccoglimento per Biancardi, accompagnato dalle note del Silenzio fuori ordinanza, ha infine concluso la manifestazione.




