L’8 e 9 giugno 2025 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimersi sui cinque quesiti referendari abrogativi relativi al lavoro e alla cittadinanza. Sono quesiti molto importanti che riguardano direttamente moltissimi Italiani. Il primo scoglio da superare è il raggiungimento del quorum: per essere validi i referendum abrogativi devono infatti superare il quorum del 50% dei votanti più uno.
Per votare è necessario presentarsi al proprio seggio con la tessera elettorale ed un documento di identità valido. Le schede sono 5, il voto si svolge tracciando un segno sul SI se si è favorevoli alla proposta o un NO se si è contrari alla proposta.
Possono votare fuorisede i cittadini italiani domiciliati temporaneamente in un comune di una provincia diversa da quella di residenza da almeno tre mesi, previa domanda al Comune temporaneo di domicilio “entro il termine di 35 giorni prima della date prevista per la consultazione referendaria” (entro il 5 Maggio quindi).
Anche i residenti all’estero hanno diritto di voto, se iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) o se temporaneamente all’estero (per motivi di saluto, lavoro o studio) comunicando il loro status ai consolati di riferimento entro il trentaduesimo giorno antecedente lo svolgimento della consultazione.
I quesiti referendari sono stati promossi da sindacati e associazioni che hanno raccolto oltre quattro milioni di firme per sostenerli. La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibili i cinque quesiti, permettendo così la consultazione elettorale.
I cinque quesiti referendari riguardano:
1. Stop ai Licenziamenti illegittimi: abrogazione delle norme che impediscono il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa. L’obiettivo del quesito referendario è abrogare la disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act.
2. Più tutele per i lavoratori delle piccole imprese: eliminazione del limite massimo di sei mensilità di risarcimento per licenziamenti ingiustificati. L’obiettivo è cancellare il tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese.
3. Riduzione del lavoro precario: modifiche alle regole sui contratti di lavoro a tempo determinato. L’obiettivo è la riespansione dell’obbligo della causale giustificativa anche per i contratti di lavoro di durata inferiore ai 12 mesi e all’esclusione del potere delle parti di individuare giustificazioni per la stipula (o proroga oppure rinnovo) di tali contratti.
4. Più Sicurezza sul lavoro: responsabilità per gli infortuni sul lavoro nei casi di appalto. L’obiettivo del quarto quesito è intervenire in materia di sicurezza sul lavoro.
5. Più integrazione con la cittadinanza italiana: riduzione degli anni di residenza necessari per ottenere la cittadinanza da 10 a 5 anni. L’obiettivo è ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale in Italia necessario per richiedere la cittadinanza italiana, estendendo automaticamente questo diritto anche ai figli minorenni dei richiedenti.



