Nel cuore dell’Italia fascista, tra le ombre della repressione e del dissenso, si intrecciano due storie vere e contrapposte: quella di Ermanno Menapace, spregiudicato agente della polizia segreta di Mussolini e quella di Paolo Ravazzoli, sindacalista comunista costretto all’esilio. Due uomini, due ideali inconciliabili sullo sfondo del Ventennio e delle tensioni che poi segnarono anche la Guerra Fredda.
Il nuovo saggio narrativo del giornalista Roberto Lodigiani – un’ opera che arricchisce il panorama degli studi su una delle pagine più oscure della nostra storia – si intitola La spia del Duce. Verrà presentato venerdì 28 novembre (ore 21) presso Delle Arti Sala Lydia in piazza Bolognini 2 a Sant’Angelo lodigiano. L’autore converserà con il giornalista Valerio Esposti; l’attore Francesco Colucci leggerà pagine del libro.
La serata è organizzata da ADE Lab Arte Design Eventi di Gianpiero Brunelli in collaborazione con Lodigiano Democratico.
L’ingresso è gratuito ma occorre riservare il proprio posto mandando un whatsapp al numero 335 8119146.
Roberto Lodigiani (1962), laureato in Lettere Moderne all’Università di Pavia con una tesi di Storia del Risorgimento, giornalista professionista, ha collaborato alle riviste “Storia e dossier”, “Storie di guerre e guerrieri”, “History”, “Storia in rete”. Ha pubblicato “La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla” con Mursia (2015) e “Vincitori e vinti”, insieme a Fabrizio Guerrini, con Primiceri (2020).
Qui l’ampia recensione del libro curata da Corrado Fizzarotti




