Il governo di destra sta delineando un modello di scuola trasmissivo, ancorato al passato e incapace di cogliere le sfide di un mondo in trasformazione. Lo dimostrano provvedimenti come l’uso ideologico dell’educazione civica, la concezione repressiva del voto in condotta, le dichiarazioni del ministro Valditara sugli effetti del Sessantotto sulla scuola ma ancor più le nuove Indicazioni Nazionali: un documento che rivela un’idea di società, prima ancora che di scuola, chiusa e poco attenta alla complessità del presente. L’impostazione del curricolo di Storia ne è un esempio evidente, lontano dalla lettura di un mondo in movimento e da classi sempre più multiculturali. Il Partito Democratico propone invece una scuola che forma cittadini liberi e consapevoli, che valorizza il pensiero critico, l’inclusione e l’innovazione investendo nel sapere come leva di emancipazione e coesione sociale. Un dibattito per immaginare una scuola aperta, pluralista e democratica, capace di sviluppare pensiero critico e cittadinanza, pronta a rispondere alle sfide di una società sempre più complessa.
Irene Manzi, Deputata e Responsabile Scuola nazionale PD; Roberto Rampi, filosofo, già membro Commissione Istruzione Senato; Marco Uggetti, studente, Giovani Democratici del Lodigiano.
Modera: Giusi Rossi, insegnante. Stasera (1 settembre, ore 19) allo spazio dibattiti della Festa provinciale de l’Unità di Lodi.



