Nella primavera del 1967 Pier Paolo Pasolini arriva a Sant’Angelo Lodigiano per le prime riprese del film Edipo Re e prende alloggio con la sua troupe all’albergo-ristorante La Lampara della famiglia Danova, in via Cairoli. L’hotel, per un mese, sarà la base operativa del gruppo. Silvana Mangano, l’attrice protagonista, preferisce alloggiare a Milano e ogni giorno viene accompagnata sul set dall’autista che ferma la Rolls Royce sulla soglia dell’hotel: alla Lampara le è stata riservata una stanza per il trucco.
Pasolini ha 45 anni, vive a Roma ed è uno dei più noti e poliedrici intellettuali italiani: è poeta, scrittore, regista e polemista. Attraverso il suo lavoro, spesso provocatorio e volutamente scandaloso, dà voce agli emarginati, critica ferocemente il consumismo, sottolinea il contrasto fra la purezza del mondo rurale e la decadenza della società dei consumi.
Sono le architetture della tradizione contadina e il paesaggio agricolo, con i lunghi filari di alberi e i grandi prati della pianura, a evocare in lui la pura sacralità dell’infanzia. A dar vita vita ai suoi ricordi, a offrire alle sue opere uno scenario autentico.
Proprio in quel paesaggio ancora rispettato dall’uomo che ritrova a Sant’Angelo e nei suoi dintorni, Pasolini sceglie di ambientare parti significative di Edipo Re. Quella personale rilettura della tragedia di Sofocle è il suo primo lungometraggio a colori ma, soprattutto, il suo lavoro più scopertamente autobiografico. Nel film compaiono casa Corsi, in piazza Caduti (nella finzione cinematografica la casa del parto) nonché il cortile e il palazzo di casa Gnocchi, in via Cavour (con la scena di una festa con balli e fuochi artificiali). Il panorama di Sant’Angelo fa da sfondo ad altre parti del film e molti santangiolini entusiasti partecipano alle riprese come comparse.
L’anno seguente, nel 1968, Pasolini torna a Sant’Angelo, sempre con Silvana Mangano, per girare alcune sequenze di quello che sarà uno dei suoi film più discussi e contrastati, Teorema, storia di una famiglia borghese i cui membri precipitano nella follia e nell’abiezione dopo essere stati sedotti da un’enigmatica figura dall’apparenza angelica e,al contempo, diabolica. Anche in questo caso sono numerose le comparse santangioline che partecipano volentieri alle riprese effettuate lungo le vie e gli spazi intorno alla piazza del vecchio ospedale (oggi sede del Comune) con il monumento a don Nicola, lo sfondo dell’abside della Basilica, la trattoria Il Circolino e la facciata dell’Istituto delle Suore di Madre Cabrini. Poi le riprese del film si spostano nel Pavese, fra cascinali ed edifici sacri: proprio nei campi intorno all’Oratorio della Madonna della Colombina, vicino a Copiano, verrà girata una delle scene forti del film – l’incontro di Lucia (interpretata dalla Mangano) con due ragazzi – che costeranno al regista l’accusa di oscenità e la messa al bando del suo lavoro. (Pasolini sarà però assolto dal Tribunale di Venezia con la seguente sentenza: lo sconvolgimento che Teorema provoca non è affatto di tipo sessuale, è essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un’opera d’arte, Teorema non può essere sospettato di oscenità).
Di Edipo Re e Teorema, delle location toccate dalle riprese, delle comparse, di quei giorni, di aneddoti e curiosità ma soprattutto del motivo che condusse Pier Paolo Pasolini a girare proprio in questo territorio si parlerà venerdì 23 gennaio (ore 21) in occasione di un incontro con il regista Roberto Figazzolo che si terrà nella Sala Lydia di piazza Bolognini 2.
Roberto Figazzolo, a colloquio con il giornalista Valerio Esposti, presenterà al pubblico i due documentari che, su invito di Medusa Film, ha scritto, girato e montato sui luoghi con i testimoni e le comparse di un tempo.
I due documentari sono ospitati quali contenuti extra nei rispettivi DVD dei film restaurati e pubblicati da Medusa Home Entertainment: Edipo Re e Teorema.
L’evento, organizzato per ricordare Pier Paolo Pasolini in occasione dei 50 anni dalla morte, è stato ideato da AdeLab di Gianpiero Brunelli in collaborazione con Lodigiano Democratico. L’ingresso è a offerta libera. La sala ha una capienza di 45 posti ed è necessario prenotare il proprio posto attraverso un messaggio WhatsApp al numero 335 8119146.
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975). Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni Settanta, amato e odiato per la radicalità dei suoi giudizi, spesso sopra le righe, e per le sue aspre denunce dei costumi e delle ipocrisie borghesi, è stato un interlocutore scomodo e ineludibile della società italiana. Nella notte tra il 1º novembre e il 2 novembre 1975 viene ucciso all’idroscalo di Ostia. Per l’omicidio é condannato un “ragazzo di vita” , Pino Pelosi, che poi ritratterà la confessione. Le circostanze della sua morte non sono ad oggi ancora state chiarite. Pasolini ha sempre avuto il presentimento di essere una vittima predestinata. Quando viene ucciso c’è chi pensa che la sua morte sia solo “l’inevitabile conclusione di una vita sbagliata”. Per altri, invece, è “l’omicidio premeditato di un intellettuale diventato troppo scomodo”.
Roberto Figazzolo, regista e critico cinematografico, ha studiato Cinema e Discipline Artistiche all’Università di Pavia, ha lavorato a Milano con il fotografo d’arte, moda e pubblicità Carlo Orsi. Insegna Analisi Filmica e Fotografia, pubblica documentari, collabora con i suoi saggi e le sue fotografie a libri sull’immagine, scrive articoli coprendo da inviato i più importanti festival cinematografici d’Europa.
Valerio Esposti, giornalista e autore, si occupa di comunicazione. Produzioni: “C’era una volta il buio” (2019), “Fino all’ultimo round” (2013), “Un incontro è per sempre” (2018), “Giuseppe Tallarita – Un sogno spezzato” (2023).




