Le mostre organizzate alle Gallerie d’Italia a Milano sono il risultato di progetti vasti e studi approfonditi. Quella attuale, in corso fino al 16 marzo 2025, “Il genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento” non fa eccezione.
La mostra, articolata in dieci sezioni, indaga cronologicamente otto secoli d’arte a Milano:
1. il cantiere tardomedievale per il Duomo
2. le invenzioni e le opere di Leonardo da Vinci
3. le collezioni del cardinal Federico Borromeo
4. Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo, pittori veneziani di moda nella Milano del ‘700
5. il Neoclassicismo di Giuseppe Piermarini, l’archietto del Teatro alla Scala, artefice del rinnovamento urbanistico della città
6. Andrea Appiani, che fu protagonista della scena artistica nel periodo napoleonico
7. il Romanticismo di Francesco Hayez e Massimo d’Azeglio e dei milanesi Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara, Angelo Inganni
8. il Divisionismo di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pelizza da Volpedo e il Futurismo di Umberto Boccioni
9. dopo le avanguardie d’inizio ‘900, il “ritorno all’ordine” del gruppo Novecento e la promozione, da parte di Margherita Sarfatti, di pittori quali Mario Sironi e Achille Funi, o di scultori come Arturo Martini e Francesco Messina
10. il dopoguerta è rappresentato dallo scultore Adolfo Wildt e dai suoi allievi all’Accademia di Brera: Lucio Fontana e Fausto Melotti
Si tratta di circa 140 pezzi tra dipinti, disegni, sculture e manoscritti provenienti dalle raccolte e dai depositi dei musei milanesi e dalla collezione Intesa Sanpaolo; da musei nazionali come il Mart di Rovereto, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Galleria Borghese di Roma ed internazionali come il Kunsthistorisches Museum di Vienna. La grande qualità delle opere esposte rende questa mostra una festa per gli occhi; il livello delle didascalie e delle spiegazioni dell’audioguida un piacere per la mente.
Un leitmotiv della mostra è la ricettività di Milano, città inclusiva per vocazione, che nel corso dei secoli è sempre stata aperta alle innovazioni portate da artisti forestieri. Vi hanno trovato grandi opportunità per realizzare le loro ispirazioni, anche grazie a una committenza generosa e ad un collezionismo lungimirante.
Solo l’arrivo d’artisti del calibro di Leonardo da Vinci (a Milano tra il 1482 e il 1499) e Donato Bramante (1478 – 1499), chiamati in città da Ludovico il Moro, permise di superare il ritardo stilistico della corte milanese, ancora legata al Gotico internazionale mentre in molte parti d’Italia già fioriva il Rinascimento.
Questa mostra ha quindi anche un valore pedagogico: insegna quanto siano utili gli “stranieri” per mantenere vitale una città, prosperi i suoi commerci, innovativa la sua cultura e vivace la sua arte. Temo sia un insegnamento troppo sottile per chi fa della propria identità – non importa se cittadina, regionale, nazionale o culturale – un motivo per contrapporsi agli “altri”, senza capire che siamo cittadini di molte patrie, ma abitanti dello stesso mondo.
Gallerie d’Italia di Milano, Piazza della Scala, 6 – Milano
Fino a domenica 16 marzo 2025
Da martedì a domenica ore 9:30-19:30. Giovedì apertura estesa alle ore 22:30
Ingresso 10 Euro, ridotti 8 o 5 Euro

G. Segantini – Le due madri, 1889

U. Boccioni – Meriggio. Officine a Porta Romana, 1910
Il dipinto in apertura: Giuseppe Diotti – La corte di Ludovico il Moro, 1823, Museo Civico di Lodi




