Domenica 23 novembre 2025 alle 10.15, il prof. Gianluca Introzzi terrà presso lo Spazio Alda Merini (via Magolfa 30, Milano) una conferenza dal titolo: “La crisi della scienza italiana nel ‘600: un’analisi comparativa”. L’incontro fa parte della programmazione 2025 di Filosofia sui Navigli.
La crisi della scienza italiana viene spesso fatta iniziare col processo a Galileo (1633). Vi sono però numerosi indizi della vitalità delle attività scientifiche nazionali fino agli anni ’70 del XVII secolo.
Il prof. Introzzi ripropone un’interpretazione di Lucio Russo, che lega invece il declino della ricerca scientifica in Italia al mancato sviluppo sociale e commerciale della Penisola. In particolare, sarebbe stata l’assenza di rotte di navigazione oceaniche a portare al progressivo indebolimento dell’economia italiana e, di conseguenza, alla stagnazione scientifica del ‘700. Queste conclusioni sono tratte da Russo confrontando la situazione italiana a quelle di Olanda, Francia e Inghilterra.
Per contro, nella parte finale della presentazione verrà sottolineato che, in questo quadro, la Spagna costituisce una rilevante eccezione. Potenza navale e commerciale intercontinentale nel ‘500 e ‘600 (Siglo de Oro), attraversa successivamente una profonda crisi economica e sociale, che la vede arretrare nel corso del ‘700, per ridursi a potenza regionale secondaria dall’invasione napoleonica in poi. Sembra quindi che le cause del declino scientifico nazionale non possano, nel caso della Spagna, essere quelle indicate da Lucio Russo.
Le analogie tra Italia e Spagna sono invece rilevanti se si considera il ruolo della censura cattolica sulle attività intellettuali ed il mancato sviluppo industriale nella seconda parte del ‘700. Sviluppo che invece caratterizza tutte quelle nazioni europee, per lo più protestanti, destinate ad una significativa crescita scientifica tra ‘700 ed ‘800, effetto della industrializzazione e della libertà di ricerca e di stampa.
Gianluca Introzzi è stato alunno del collegio Borromeo e si è laureato in fisica all’Università di Pavia. Dopo la specializzazione e il dottorato di ricerca, ha lavorato in fisica delle particelle elementari al Fermilab di Chicago e al CERN di Ginevra. Docente all’Università di Pavia, insegna Fondamenti della fisica ed Elementi di fisica moderna. S’interessa di storia e fondamenti della fisica moderna e contemporanea. È co-autore, con Niccolò Guicciardini, del libro “Fisica quantistica – Una introduzione” (2007) e con Giovanni Mastrogiovanni di “Meccanica quantistica: un’introduzione” (2025). È membro dell’Accademia roveretana degli Agiati di Scienze, Lettere ed Arti e dell’Accademia ligure di Scienze e Lettere.
La conferenza si terrà anche in diretta sul canale Zoom:




