Alan Kurdi che è annegato a tre anni davanti alla costa turca. La sua maglietta rossa e il titolo del Manifesto: “Niente asilo”.
La barca piena di migranti morti, approdata come un vascello fantasma sulle coste del Brasile.
I bambini morti a Gaza, un elenco interminabile di innocenti chiamati per nome, uno dopo l’altro, dal cardinale Matteo Zuppi nel luogo della strage di Marzabotto. 12.211 palestinesi, 16 israeliani. Bambini, non numeri, e per nominarli tutti c’è voluta mezza giornata.
Le 57 guerre che si stanno combattendo nel mondo. I conflitti “ad altissima intensità” tra Russia e Ucraina, tra Israele e Hamas, le guerre civili in Myanmar e Sudan.
L’abbandono, da parte di molti Paesi, della convenzione di Ottawa che vieta l’uso, lo stoccaggio e la produzione di mine antiuomo.
Il fallimento degli accordi di Oslo per la creazione di uno Stato palestinese indipendente dopo cinque anni di autonomia limitata.
Il raddoppio della spesa militare nei Paesi Nato: 5% del Pil entro il 2035.
Il fondo europeo per la pace (EPF) usato per finanziare l’approvvigionamento di forniture e attrezzature militari.
Il diritto internazionale ripetutamente violato nell’obbligo, per gli Stati, di non usare la forza nelle relazioni internazionali.
Il crescente disprezzo per le regole.
La Corte Penale Internazionale ignorata e sbeffeggiata nel tentativo di attuare i suoi mandati di arresto; le pressioni politiche e legali da parte di stati come Stati Uniti, Israele, Russia e Cina che non riconoscono la sua giurisdizione.
Il rapporto Caritas-Migrantes. Popoli in cammino: “L’immigrazione, se ben gestita, può essere una risorsa per la società”. “L’eccessiva politicizzazione del fenomeno migratorio, fondata sulla ricerca del consenso e sulle paure, impedisce la creazione di un sistema di accoglienza autentico e non opportunistico. Ed è invece di questo che abbiamo bisogno, per la sicurezza reciproca di chi parte e di chi accoglie”.
Il lavoro e i progetti della Onlus ResQ–people saving people per salvaguardare la vita e i diritti di chi si trova in pericolo nel Mediterraneo.
La nave di soccorso ResQ People salpata per la prima volta il 7 agosto 2021.
L’impegno dei volontari anche sulla frontiera di Trieste per prestare assistenza a chi arriva dalla rotta balcanica.
Di questo s’è parlato alla Festa de l’Unità di Lodi nell’incontro sulle guerre, la pace e la diplomazia con Cecilia Strada, europarlamentare PD, Silvia Sinibaldi, vicedirettrice Caritas italiana, Fabio Agostoni ed Elena Jona di ResQ–people saving people e lo storico-giornalista Marco Ostoni.
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