
“E’ un libro che dovrebbe stare su tutti i comodini, che dovrebbero leggere tutti i ragazzi a scuola” dico d’un fiato al suo autore che in quel momento sta dall’altra parte del telefono, credo a casa sua (una cascina sul Ticino vicino a Torre d’Isola). Dico, e me ne pento che neanche ho finito la frase: anche il complimento sincero per un libro importante, di quelli che in qualche modo ti cambiano la vita, in quel momento sembra stupido e fuori luogo. E penso che per il rispetto che si deve alla memoria di quei morti, per il ricordo del lutto e del dolore provocati da quella bomba fascista avrei fatto meglio a stare zitta, proprio come la folla che ha riempito piazza Duomo il giorno dei funerali: zitta.
Il libro che vorrei vedere su banchi e comodini s’intitola Piazza Fontana. 12 dicembre 1969, il giorno dell’innocenza perduta. L’ho letto nel 1993, appena uscito. E me lo sono subito tenuto caro. Forse perché Giorgio Boatti l’ha scritto con la tenacia di chi cerca di mettere quel che può per riparare un danno, quel danno, ben sapendo che niente si ripara e figuriamoci 17 morti e 88 feriti. Forse per la storia che racconta, analizzata in tutti i suoi angoli bui e, da me, finalmente capita; quella strage che avrebbe voluto ridisegnare, in modo autoritario, l’architettura costituzionale della nostra Repubblica: prima la bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, in centro a Milano, e poi le menzogne sistematiche sulle responsabilità, i depistaggi e le inchieste deviate, Valpreda, gli anarchici, Pinelli, la caotica e lunghissima vicenda giudiziaria, e non è bastata la verità storica sulla responsabilità dei neonazisti padovani e veneti a salvare la credibilità delle istituzioni. O forse perché sono davvero riconoscente a Boatti, ammirata dalla sua impassibile volontà di non fermarsi, nemmeno dopo essere stato denunciato per diffamazione da un esponente di Ordine Nuovo (e, dopo un lunghissimo processo, pienamente assolto).
Resta il fatto che il libro, letto e riletto (la penna di Boatti è straordinaria) e acquistato molte altre volte a ogni riedizione (1999, 2009, 2019), l’ho regalato a chiunque con la certezza di regalare una cosa necessaria. Sul comodino adesso ho una copia usata che ho trovato su Ebay.






