“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare… nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità”
Oscar Wilde
Dove va il Cinema oggi? Quello che conta, naturalmente, che ci importa dell’altro?
È una domanda che mi faccio da più di quarant’anni, cioè da quando il Cinema, o meglio i film, mi hanno salvato la vita.
Che succede infatti se da adolescente stai meglio in cima ad un albero che con i tuoi coetanei, se devi nascondere il libro che stai leggendo perché non te l’hanno imposto a scuola, se quando vai a vedere il film, che piace proprio a tutti, tu non capisci le battute, e soprattutto perché diavolo tutti ridono quando il tipo scivola su quella buccia di banana, che il regista (regista?!) ci ha tenuto a mostrarti in dettaglio già da tre inquadrature?
Succede che vai al cinema e finalmente trovi la compagnia giusta. Trovi qualcuno che ti fa ridere e piangere. Che ti commuove e ti fa incazzare. Che ti fa sentire meno solo anche se magari è già morto da un po’ di tempo.
Ecco quello che succede. E poi succede anche che trovi qualcuno che vicino a te, proprio sotto lo schermo, pare abbia lo stesso sguardo.
Sembra che ti capisca anche se non vi siete ancora scambiati nemmeno una parola. E d’altronde come può essere che quel tipo, là, nel film, il protagonista insomma, vissuto in un altro posto e magari in un tempo differente, abbia le tue stesse identiche idee (paranoie?). I tuoi stessi pensieri. Coltivi i tuoi stessi dubbi. Si consoli con le tue stesse illusioni?
«Ma com’è possibile?» ti chiedi. É possibile. È il cinema. Quello vero. Quello per il quale vale la pena farsi 100 o mille o diecimila chilometri, dormire sotto una tenda per due settimane o magari per terra, in un appartamento che gli altri hanno affittato per tempo, ma che ti ospita “generoso” anche se con pochi “comfort”.
“E sì, tu sì che sei fortunato! Tu frequenti i Festival. Vai a Cannes, a Berlino, a Venezia, a Rotterdam… E a che fare poi? A guardarti i film. E magari ti pagano pure!”
Sì certo. Mi pagano pure. Qualche volta. Sennò come avrei fatto e rimanere vivo fino ad oggi? Non sono mica nato in una famiglia ricca io.
Una volta mi piaceva pensare che avrei voluto vivere su di un’isola deserta: [Je suis] née pour dormir au soleil, così recitava la scritta sulla felpa del mio compagno di banco al liceo.
Chissà come mi sarei davvero sentito se avessi sospettato che la mia vita sarebbe stata più un “rêver à l’ombre”, un “sognare al buio” in una sala “cinematografica”…




