Il 16 novembre, a Lodi Vecchio, presso il Museo Laus Pompeia, ha avuto luogo un
importante e atteso momento culturale: l’inaugurazione di una nuova collezione di età
longobarda. Tra autorità, operatori culturali e semplici cittadini, più di trecento persone hanno
preso parte all’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale.
L’inaugurazione della teca longobarda costituisce un ulteriore passo di una precisa rotta
politica di ambito culturale. Lodi Vecchio, negli ultimi vent’anni, ha visto numerosi
investimenti volti a riqualificare, valorizzare e far conoscere la storia dell’antica Laus che, in
ultima analisi, corrisponde all’inizio della storia del Lodigiano.
Le Amministrazioni Comunali che si sono susseguite negli anni hanno sempre inteso – con
una fondamentale comunanza d’intenti – il patrimonio archeologico e museale di Lodi
Vecchio come il perno su cui innestare una politica culturale di ampia prospettiva e che
potesse avere ambizioni sovralocali. Inoltre, Lodi Vecchio negli scorsi anni ha ricevuto più di
1 milione di euro dal Ministero della Cultura per la realizzazione di un vero Parco
Archeologico che racconti la storia dell’antico municipium romano ai visitatori di oggi (e
soprattutto alle nuovissime generazioni).
Nel corso dell’inaugurazione, il sindaco Lino Felissari e il Soprintendente Gabriele Barucca hanno
spesso invocato la collaborazione istituzionale tra enti come la chiave di volta per ottenere
risultati importanti. Il territorio lodigiano può e deve avere l’obiettivo di stimolare una
cooperazione per raccontare una storia millenaria che ha Laus Pompeia come inizio e che può
contare sulla presenza di numerosi musei, associazioni, operatori culturali, esperti e
appassionati su tutto il territorio provinciale. Negli ultimi mesi, anche a Lodi è attivo un
grande cantiere per la realizzazione di un polo museale di grande valore.
Le circostanze politiche e culturali, dunque, sembrano convergere verso una sempre più
convinta valorizzazione della Storia Locale, del dato archeologico e dei sistemi museali al
fine di implementare la presenza di turisti sul territorio ma anche – e soprattutto – di
consentire ai nostri cittadini di conoscere le nostre città. Se da un lato assistiamo a importanti
opere a trazione culturale, dall’altro dobbiamo essere consapevoli che solo attraverso una
seria collaborazione con le scuole si potrà far conoscere il nostro patrimonio storico-artistico
e tramandarlo alle nuove generazioni.





