
“Quando l’abbiamo vista, il senso di necessità è stato immediato: troppo forte per essere ignorato, troppo lucido per essere nascosto. Non si tratta di una presa di posizione politica, ma di un atto di umanità. Ogni guerra, qualunque essa sia, chiede almeno un rispetto minimo per la vita, e questa fotografia ci riporta, con la sua crudezza, a questo tempo in cui il diritto internazionale sembra svuotato e calpestato. Il Festival ribadisce la necessità di non lasciar cadere la memoria e di rinnovare l’impegno verso valori umani. Quest’anno è stato inevitabile mostrare il dolore in modo diretto, con le sue ragioni e le sue ferite. Abbiamo sentito l’urgenza di farlo perché in quest’epoca storica è una scelta necessaria”.
La Direzione Artistica del Festival della Fotografia Etica non ha avuto dubbi nella scelta dell’immagine simbolo dell’edizione 2025. Un’immagine per la quale non servono parole se non quelle, scarne ed efficaci, adoperate per motivare la scelta.
Ma lo strazio di questa madre non è che una delle storie, potenti, che arrivano dai quattro angoli del pianeta e che, raccontate per immagini, accompagneranno i visitatori in cerca di occasioni per per riflettere, emozionarsi e sorprendersi. Per un mese intero – sino al 28 ottobre – la città di Lodi ospita infatti la sedicesima edizione di una rassegna sempre più apprezzata e visitata, declinata questa volta in oltre 20 mostre con quasi un migliaio di immagini esposte, realizzate da 150 fotografi provenienti da 40 Paesi e 5 continenti. Sottolinea Alberto Prina, Direttore del Festival: “Non è solo la celebrazione della fotografia ma un’occasione collettiva di confronto. Con le immagini si raccontano questioni sociali spesso dimenticate che qui trovano spazio e voce. Il linguaggio visivo ha la capacità di scuotere le coscienze e generare dialogo, creando ponti tra culture diverse. Così il pubblico non è solo spettatore, ma parte attiva di una riflessione più ampia che riguarda diritti, dignità, ambiente e memoria. È in questo intreccio tra arte e impegno civile che il Festival trova la sua vera forza e il suo senso più profondo”.
Sul sito della mostra www.festivaldellafotografiaetica.it si trovano il programma dettagliato, la guida alle mostre, gli orari di apertura delle esposizioni, le modalità di acquisto del biglietto.
Con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la fotografia in tutte le sue forme, accanto al Festival ufficiale è stato ideato anche un Circuito Off, importate vetrina riservata a chiunque desideri esporre i propri lavori, senza vincoli tematici o di genere. Grazie all’associazione ADE Lab di Giampiero Brunelli il CircuitoOffFuoriFestival è arrivato anche a Sant’Angelo Lodigiano, alla Sala Lydia del Castello Bolognini. In mostra una bella selezione di foto scattate da Simona Malattia e raccolte con il titolo “Progenitori”. L’esposizione resterà aperta sino al 27 settembre con i seguenti orari: martedì, giovedì e venerdì 16.30 – 19; mercoledì 11–12.30 e 17-19; sabato 11-12.30 e 17-20; domenica 16.30-20. Ingresso libero








