Nascosta dal clamore con cui i media si sono a lungo dati battaglia a proposito dei successi (reali o immaginari) conseguiti dalla nostra Presidente del Consiglio con la visita ufficiale negli USA di metà aprile, è rimasta in secondo piano la notizia della promessa fatta a Trump da parte di Meloni di abolire la tassazione aggiuntiva per i colossi del web (per altro messa nero su bianco nel comunicato congiunto Italia-USA rilasciato alla fine degli incontri con il presidente americano). Un bel regalo alle aziende americane a spese dei contribuenti.
Poco dopo il rientro della premier in Italia Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, rilascia però a sorpresa all’Huffington Post un’intervista nella quale liquida l’ipotesi di esenzione con un’affermazione netta: “Semmai, paghino di più”. La linea da sempre sostenuta dal suo partito, infatti, è che un trattamento fiscale di riguardo nei confronti delle multinazionali americane Big Tech si traduce inevitabilmente in un danno per le aziende italiane ed europee del settore. Già a fine 2024, in occasione dell’approvazione della legge finanziaria, proprio Gasparri si era del resto adoperato con successo per limitare l’applicazione della web tax solo ai giganti del web, escludendo le Pmi innovative, le start-up e il mondo dell’editoria.
Come finirà?

