Il problema del trasporto pubblico (TPL) su gomma permane, l’incontro sul TPL convocato dal Prefetto di Lodi e l’ulteriore riduzione delle corse accordata a Star Mobility non hanno prodotto miglioramenti significativi sul servizio. Ad aggravare ulteriormente la già complessa situazione, la totale mancanza di informazioni sull’effettiva disponibilità delle corse, assenza di informazioni che rende l’attesa alla fermata una sorta di scommessa sulla pelle di chi deve recarsi al lavoro o a scuola.
Inutili i tavoli di concertazione, infruttuosa la ricerca di qualche autolinea disponibile ad integrare il servizio con corse sostitutive, nell’indifferenza di Regione Lombardia che guarda più alla contesa elettorale su Milano e all’ATM, che ai disagi degli utenti del lodigiano.
Assistiamo da mesi ad un tragico balletto di responsabilità, nessuno vuole mettere le mani su un problema evidente ed estremamente complesso che rischia di mettere in cattiva luce chiunque tenti di risolverlo. Meglio quindi lasciare tutto in questa nebbia di inefficienza, declassandolo a problema locale rilevante solo per qualche piccolo paese della campagna lodigiana, in attesa di una gara che verrà e che dovrebbe sulla carta ridefinire il servizio di trasporto pubblico locale dell’intero territorio provinciale. Attesa che durerà mesi, probabilmente anni, con buona pace di lavoratori, studenti ed utenti tutti.
Ma alcuni dati li conosciamo, e vale la pena ricordarli. Regione Lombardia stanzia per la nostra area di competenza (Milano e città metropolitana, Monza-Brianza, Pavia e Lodi) circa 430 milioni di euro, Milano aggiunge risorse proprie dedicate alla sua area quasi 300 milioni di euro. La provincia di Lodi, unica in Lombardia, aggiunge un contributo a favore degli abbonamenti di circa 200.000€.
E’ evidente quindi che le risorse stanziate da Regione Lombardia siano insufficienti e fuori mercato. Ma anche Star Mobility ha le sue responsabilità: le vertenze sindacali evidenziano una situazione aziendale complessa che spinge molti autisti a scegliere altre aziende, amplificando un problema di scarsità relativo a queste figure professionali che è diffuso anche a livello nazionale.
L’orario estivo, con la chiusura delle scuole, porterà qualche beneficio fino a Settembre. Poi il problema tornerà e noi tutti ci ritroveremo ancora una volta in attesa alle fermate. Pregando che tutto vada bene.

