Qualcosa finalmente si muove sul problema del trasporto su gomma: il 19 febbraio si terrà infatti in Prefettura, d’intesa con l’assessore regionale ai trasporti Lucente, un incontro al quale sono stati invitati diversi sindaci (Lodi, Codogno, Casalpusterlengo, Lodi Vecchio, Sant’Angelo Lodigiano, Borghetto Lodigiano, Castiraga Vidardo, Graffignana, Massalengo, Pieve Fissiraga, Orio Litta e Ospedaletto Lodigiano) e il direttore dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale.
Il problema del trasporto su gomma è noto a tutti: gli utenti sono sfiniti da attese e cancellazioni delle corse e il diritto allo studio e alla mobilità è ormai quotidianamente messo in discussione. La causa del problema – che la stessa Star Mobility definisce cronico – è la mancanza di autisti che viene attribuita dalla stessa azienda “alle responsabilità civili e penali alle quali i conducenti vanno incontro nell’espletamento del loro lavoro (sicuramente non diminuite con l’introduzione delle nuove norme del codice della strada), anche dai crescenti rischi della mansione, come le aggressioni e il traffico caotico. E sicuramente non giova alla categoria il fatto di avere contratti, sia dal punto di vista datoriale che dal punto di vista lavorativo, ormai fermi da troppi anni”. Con questi argomenti Star Mobility risponde agli utenti che inviano lettere di reclamo per i disservizi.
E’ chiaro a tutti che a fronte di rischi elevati, turni stressanti e concorrenza di altri lavori meglio remunerati, gli autisti decidono di lavorare per altre aziende. E’ chiaro a tutti tranne che all’Assessore Lucente, il quale ritiene adeguato al servizio il contributo di Regione Lombardia (peraltro erogato in gran parte dallo Stato). In realtà non solo il contributo non è adeguato ai costi crescenti – ricambi, carburante, manutenzioni, transiti autostradali – ma non ci sono neanche risorse per rinnovare i contratti di lavoro fermi da tempo.
Dei 649 milioni destinati al trasporto da parte di Regione Lombardia, ben 431 provengono dallo Stato e solo 218 da risorse regionali. Quest’anno, inoltre, è previsto un taglio di 37 milioni da parte della Regione. I piccoli comuni, poveri di risorse sono lasciati allo sbando, incapaci di finanziare un servizio per loro essenziale. Mentre Milano investe nel TPL risorse proprie per 300 milioni (più delle risorse della Regione), per i comuni del nostro territorio è chiaramente impossibile anche solo immaginare di poter sopperire in maniera analoga alla mancanza di fondi.
Attendiamo l’esito dell’incontro con realismo. Gli utenti e il territorio hanno però diritto a risposte immediate e concrete.

