Secondo semestre della giunta Devecchi a Sant’Angelo Lodigiano: è tempo di qualche riflessione sui primi mesi di lavoro del nuovo Sindaco e della sua squadra.
A fronte del debordante iperattivismo delle settimane successive alle elezioni di giugno, caratterizzato più da annunci sensazionalistici che da fatti concreti, oggi si assiste fortunatamente a un approccio più realistico alle cose, dettato (forse) da una maggior consapevolezza dei tanti problemi che attanagliano la nostra città e dal confronto con le necessità quotidiane dei cittadini che hanno attenuato, almeno in parte, la sterile retorica degli annunci.
In questi primi mesi l’azione della nuova Amministrazione ha tuttavia evidenziato due aspetti fortemente negativi: l’approccio del tutto ideologico ai problemi e la superficialità e il pressappochismo del metodo di lavoro. Queste caratteristiche si sono manifestate proprio sul tema più caro alla destra, quello che ha dato una spinta decisiva al successo elettorale della lista Devecchi: la sicurezza.
Della roboante soluzione magnificata in campagna elettorale si sono perse ben presto le tracce: il tanto atteso “Esperto sulla sicurezza” si è rivelato alla prova dei fatti semplicemente un portavoce-coordinatore dello staff del Sindaco, nominato con incarico fiduciario biennale. Un ruolo che esiste in centinaia di comuni e che non ha nulla a che vedere con le problematiche legate alla sicurezza, come d’altronde si può facilmente verificare, al di là delle chiacchiere della maggioranza, nella concretezza degli atti amministrativi (a partire dal bando messo a punto dal Comune per il conferimento dell’incarico).
Un “esperto non esperto”, insomma: una sublime “supercazzola” ideologica degna del miglior Conte Mascetti.
L’unica concreta operazione messa in campo sulla sicurezza, con l’obiettivo di aumentare il controllo del territorio e contrastare l’abbandono dei rifiuti, è stata l’ingaggio delle Guardie Nazionali Ambientali (GNA). Anche questo provvedimento è stato preceduto da annunci altisonanti sulle sue straordinarie potenzialità e sulle ricadute positive che avrebbe generato per il nostro territorio. Risultato: passati pochi giorni dalla delibera della giunta, delle GNA non si è più parlato. Le giustificazioni fornite alla cittadinanza parlavano in un primo momento di un ripensamento virtuoso, dovuto addirittura al riconoscimento della ragionevolezza delle critiche delle opposizioni. Ma poi è stata proprio la componente più a destra della giunta Devecchi a rivelare il motivo della retromarcia della Giunta: un intervento diretto del Prefetto, atto di cui non si ha memoria nella storia amministrativa della nostra città, che ha imposto di cancellare la delibera con cui si conferiva l’incarico alle GNA perché non in possesso delle necessarie autorizzazioni.
Nel frattempo, all’atto della firma della convenzione con le Guardie Nazionali Ambientali il Comune aveva già versato 4.500 euro. Ci si chiede dunque: chi rifonderà i cittadini?
Come si vede, una gestione fallimentare di tutta l’operazione, che segnala una volta di più l’inconsistenza dell’approccio fin qui seguito sulle tematiche relative alla sicurezza e che mette a nudo la totale incapacità del Sindaco e della sua Giunta di gestire con rigore i problemi più complessi e delicati.
Un po’ di umiltà nell’affrontare i problemi non guasterebbe: non abbiamo bisogno di “fenomeni”, ma solo di buona amministrazione.

