L’esito del referendum costituzionale è arrivato, la maggioranza assoluta degli elettori si è espressa bocciando la proposta di modifica della Costituzione, con il NO al 54% dei consensi. Le prima analisi del voto evidenziano chiaramente due aspetti: il voto dei giovani è stato determinante per la vittoria del NO (nella fascia 18-34 anni oltre il 61% ha votato NO) ed il divario nella partecipazione tra le differenti aree del Paese è stato molto elevato. Resta comunque la soddisfazione per la vittoria del NO in tutte le regioni d’Italia ad eccezione di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Un risultato non facile e in parte inaspettato: il SÌ era infatti partito in forte vantaggio grazie all’appoggio del governo e alla spinta dei partiti di maggioranza, ma alla fine i cittadini hanno scelto di mantenere invariata la Costituzione, premiando il NO.
L’idea stessa che una riforma costituzionale — su temi così importanti e delicati come l’equilibrio tra poteri fondamentali della Repubblica — potesse essere imposta al Parlamento contando poi su un’approvazione plebiscitaria era un rischio evidente e concreto. Un precedente pericoloso, che avrebbe aperto la porta ad ulteriori azioni reazionarie.
Ora bisognerà costruire una vera alternativa alla destra, una alternativa basata su azioni concrete e con un chiaro orizzonte ideale. Recuperare interesse e partecipazione al voto è possibile, l’esito referendario lo ha dimostrato.




