Evidentemente in fibrillazione per i sondaggi che danno quasi per completata la rimonta del No e alla ricerca di ogni mezzo che consenta di tenere al minimo l’affluenza, e dopo aver fissato non senza forzature di consolidate prassi istituzionali la data per la consultazione nei tempi più stretti possibili (con l’evidente obiettivo di non dare il tempo agli elettori di informarsi), l’attenzione del governo Meloni si concentra adesso sui fuorisede (studenti e lavoratori), ai quali non sarà consentito di esprimere il voto per il referendum sulla riforma della Giustizia nel comune di domicilio. Dopo le sperimentazioni positive alle Europee 2024 e ai referendum del giugno 2025, il decreto Elezioni non prevede più questa possibilità. La Commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni. la maggioranza di governo ha motivato la scelta invocando “problemi tecnici dovuti ai tempi”, spiegazione assai poco convincente visto che nelle due sperimentazioni precedenti non erano emerse criticità. La decisione riguarda circa 5 milioni di persone, che potranno votare solo tornando nel comune di residenza, con gli ovvi problemi legati alle tempistiche e ai costi di viaggio.
Invitiamo quindi i nostri lettori a collegarsi al link: https://c.org/hjgKVc6jvr per votare a favore della petizione “Permettere agli studenti fuori sede di votare al referendum costituzionale”.



