Due mesi fa mi sembrava una volta tanto, da operatore culturale, di “cavalcare l’onda”, di sentire “l’aria che tirava” organizzando, nel minore tempo possibile, una rassegna cinematografica al Politeama di Pavia, che tenesse la figura del santo più conosciuto al mondo al suo centro.
Proprio sul “poverello di Assisi” si stava infatti concentrando l’attenzione nazionale e internazionale.
In occasione dell’ottocentenario dalla scrittura de Il Cantico delle Creature, in ottobre, mese di Francesco, lavorando proprio sul filo di lana della reintrodotta festività del 4 di ottobre (giorno della morte terrena e della nascita in cielo del nostro) da parte del parlamento italiano, che cosa poteva sembrare più giusto delle presentazione al cinema (ad un prezzo molto popolare, dieci euro per vedere quattro film) di ben quattro monumenti recentemente girati o restaurati sulla figura di Francesco?




Ebbene, evidentemente non era così. E me lo confermava un numero davvero esiguo di spettatori intervenuti alla rassegna: [Nel Mese di Francesco] Il cantico delle creature 1225 – 2025 che si è tenuta al Politeama di Pavia dal 21 al 28 di ottobre 2025.
Perché questa intro? Perché volevo mettervi nel mio stato d’animo quando la vulcanica Lucrezia Semenza mi proponeva, a distanza di pochi giorni, di presentare al Collegio Ghislieri e nella sala Lydia di piazza Bolognini a Sant’Angelo Lodigiano due miei piccoli documentari sulla figura del poeta più controverso di sempre e sulla sua permanenza in questo territorio alla fine degli anni ’60.



Ma come -mi chiedevo- a livello globale si parla di San Francesco e nessuno vuol vedere o rivedere, al cinema, monumenti di Cinema girati su di lui e qualcuno dovrebbe essere interessato ai miei umili lavori su di una figura, certo importantissima ma sicuramente non “ecumenica” come quella di Francesco?
Ebbene al solito non avevo capito niente e, in parte per l’ottimo lavoro di comunicazione svolto da Lucrezia, in parte probabilmente per l’interesse “glocal” dell’evento, le due serate hanno fatto registrare, nelle due date, il tutto esaurito.
Ecco allora la voglia di ripensarci. Ecco il desiderio di riguardare insieme alcune immagini tratte dai due documentari: Pasolini a Sant’Angelo Lodigiano, che parla di Edipo Re e Teorema, Pasolini: un breve film sulla memoria, che ha al suo centro l’omonimo film di Pier Paolo.





Sono volti, sono luoghi che forse frequentiamo o abbiamo frequentato molte volte se viviamo da queste parti.
Quante volte andando in macchina da Pavia a Lodi siamo passati, dopo Fossarmato, di fianco alla Cascina Torre Bianca, quanto spesso abbiamo guardato di sfuggita l’Oratorio della Colombina o la Piazza dei caduti a Sant’Angelo?
Pensare che uno degli intellettuali, uno dei poeti più importanti della nostra storia ha frequentato questi luoghi, ma soprattutto li ha scelti per ambientare lì scene importanti dei suoi film può forse spingerci a degnarli di uno sguardo più intenso ed attento.
Può farci riscoprire un paesaggio cui non badiamo più, una stradina tra i campi, un fosso dimenticato.
Può farci riflettere con maggiore cura su quanto disattento e soprattutto disabituato all’analisi e allo studio sia ormai diventato il nostro povero sguardo.





Nelle foto che seguono alcuni momenti e i protagonisti dell’evento in sala Lydia del 23 gennaio







