L’interpretazione che si è vista a teatro giovedì 4 dicembre ha ben poco da invidiare alla versione più celebre e assai nota del “Tenente Colombo”: alle Vigne l’omonimo spettacolo ha raccolto meritati e lunghi applausi.
Sin dalle prime battute la commedia andata in scena a Lodi ha saputo catturare l’attenzione dei tanti spettatori che per quasi due ore hanno seguito con suspence lo svolgersi di quella che assomiglia a una classica vicenda legata a tradimenti coniugali, dalle tinte però drammatiche: questa volta c’è di mezzo un assassinio. Il folto pubblico ha assistito alla rappresentazione del delitto guardando negli occhi il killer che preparava l’omicidio perfetto.
Chi forse si aspettava la copia sbiadita del personaggio interpretato dall’indimenticabile Peter Falk è rimasto sicuramente stupito: Gianluca Ramazzotti interpreta con successo il tenente più amato di sempre. Il gesto della mano che si alza sopra la testa, l’interrogativo che inizia con l’immancabile «Solo un’ultima cosa…», l’impermeabile stropicciato e l’apparente goffaggine: con sagacia e mestiere vengono ripresi sul palco i tratti salienti di un repertorio che tutti ricordiamo. Pietro Bontempo veste invece i panni dell’assassino, il cinico e scaltro psichiatra Roy Fleming. Questi, in combutta con la giovane amante Susan Hudson (Samuela Sardo) – una giovane attrice sua paziente – pianifica l’omicidio della moglie Claire (Sara Ricci) per due motivi: frequentare senza più sotterfugi l’avvenente ragazza e impossessarsi dell’ingente patrimonio economico della coniuge. Nini Salerno completa il ben rodato cast nel ruolo di Dave Gordon, procuratore e amico di Fleming. i dialoghi sono serrati, brillanti e divertenti: non c’è il minimo spazio per la noia.
Un giallo emozionante e coinvolgente, scritto da Richard Levinson e William Link, gli autori originali dell’amatissima serie TV.
L’atmosfera noir è vibrante e mai banale, l’istrionico approccio del detective fa leva sui dettagli fino a risolvere sapientemente il caso. Come sul piccolo schermo, è un Tenente Colombo in apparenza maldestro e trasandato ma fine conoscitore della natura umana, capace di apparire e scomparire con infallibile tempismo. Regia di Marcello Cotugno; produzione Oliver & Friends e Peeparrow Entertainment.







