Sala gremita e pubblico interessato al racconto appassionato di un frammento della storia del Ventennio attaverso le vicende di due protagonisti: Ermanno Menapace, spregiudicato agente della polizia segreta di Mussolini e Paolo Ravazzoli, sindacalista comunista costretto all’esilio. La presentazione del libro La spia del duce (Zolfo editore) scritto dal giornalista e storico Roberto Lodigiani è stata un successo. La serata, che s’è svolta nello spazio “Delle Arti Sala Lydia” di Gianpiero Brunelli, ha visto l’autore conversare con il giornalista (e a sua volta autore di numerosi e fortunati libri ) Valerio Esposti; all’attore Francesco Colucci il compito di accompagnare il dibattito con la lettura di alcune pagine.
Alle domande, scelte per tratteggiare il profilo e le storie dei due protagonisti del libro, Lodigiani ha risposto con puntuale competenza. Inevitabile il rimando a momenti più recenti della nostra storia ancora segnati dai germi dell’ideologia fascista e dalla mistificazione delle verità storiche, gli stessi che – ad esempio – hanno recentemente consentito a Vannacci di definire la marcia su Roma, con assoluta impudenza, “non un atto di forza illegale e violento, ma poco più di una manifestazione di piazza”. Per la cronaca, Lodigiani gli ha risposto per le rime con la rigorosa precisione dello studioso: la marcia su Roma del 28 ottobre 1922 fu una presa di potere armata ed eversiva organizzata dal Partito Nazionale Fascista per tentare un colpo di stato e favorire l’ascesa di Mussolini al governo.
La presentazione del libro è stato il primo evento culturale pubblico organizzato da Lodigiano Democratico per festeggiare il primo anno del nostro magazine online (in questo caso con la decisiva collaborazione di Gianpiero Brunelli e del suo spazio dedicato all’arte e alla cultura).
Qui l’ampia recensione del libro curata da Corrado Fizzarotti






