«Me la sono sempre immaginata così la fine del mondo: muri sbriciolati, pareti dalle ferite profonde, un cane che scava tra i rifiuti diventati una discarica a cielo aperto, le strade quasi vuote, interi isolati ridotti a un cumulo di macerie, un padre che pedala con la figlia nel cestino della bicicletta passando davanti a edifici smembrati. L’apocalisse assomiglia al Nord di Gaza, non ho dubbi». Martina Marchiò, coordinatrice medica MSF
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