Musica di grande impatto, quasi un percorso spirituale. Il compositore Franz Joseph Haydn si ispirò alle ultime parole pronunciate da Cristo sulla croce quando, nel 1786, scrisse per la cattedrale di Cadice una partitura che accompagnasse le liturgie del Venerdì Santo. Nascono così “Le ultime sette parole del Nostro Salvatore sulla croce” , sette sonate meditative e in tempo lento precedute da una maestosa introduzione e concluse con un Presto che descrive il terremoto che sconvolse il Calvario quando Cristo spirò.
Franz Joseph Haydn illustrò con queste parole la genesi dell’opera: «Mi fu chiesto da un canonico di Cadice di comporre della musica per “Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce”. Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all’altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso».
Il lavoro del compositore austriaco è un commento alle frasi pronunciate dal Cristo durante l’agonia, così come riportate dai Vangeli:
Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt (Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno)
Hodie mecum eris in Paradiso (Oggi sarai con me in Paradiso)
Mulier, ecce filius tuus (Donna, ecco tuo figlio)
Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? (Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato)
Sitio (Ho sete)
Consummatum est (Tutto è compiuto)
In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Nelle tue mani consegno il mio spirito)
Il pezzo, nella versione per quartetto d’archi, sarà presentato sabato 22 marzo alle 21 nella chiesa di San Rocco a Sant’Angelo e domenica 23 alle 16 in quella di San Fereolo a Lodi. L’ingresso è libero a entrambi i concerti.
Il quartetto d’archi dell’ensemble Il Demetrio è formato da Giambattista Pianezzola e Claudia Monti, violini; Maurizio Schiavo, viola; Daniele Bogni, violoncello. A loro, nel concerto di Sant’Angelo, si affiancherà l’attore Francesco Melchiorri che leggerà brevi testi di autori del Novecento che hanno approfondito il testamento spirituale del Cristo morente. A Lodi la voce recitante sarà quella di Giuliomaria Montini.
