È arrivato il giorno. Oggi, martedì 25 febbraio 2025 cominciando alle ore 18 al Cinema Politeama di Pavia celebriamo la figura del leggendario primo vampiro del cinema. Altro che Dracula!
Si comincia proprio alla sei pm con Nosferatu il vampiro (Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens) per la regia di Friedrich Wilhelm Murnau e con Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Greta Schröder, Alexander Granach e Georg H. Schnell nel cast.
A Wisborg in Germania nel 1838 il giovane Hutter lavora presso un’agenzia immobiliare. Una mattina il suo principale, Knock, riceve una richiesta dalla Transilvania da parte del Conte Orlok, desideroso di prendere casa in paese. Knock decide di mandare Hutter dal Conte per firmare gli atti di compravendita, nonostante il viaggio fino ai Carpazi non sia privo di pericoli. Hutter si mette in viaggio incurante degli oscuri presentimenti della moglie Ellen, affidandola all’amico Harding e a sua sorella fino al suo ritorno.
Trasposizione originale, poi ripresa anche da Werner Herzog nel 1979, del “Dracula” di Bram Stoker (romanzo che data 1897), la versione di Murnau è invero piuttosto personale. Il buio, onnipresente nel film, diventa sinistro più che misterioso. Il controluce si fa mistico. L’orrore psicologico si eleva alla massima potenza e si collega alla fotografia, pesantemente allusiva, di Fritz Arno Wagner.
Murnau lo gira senza il permesso della famiglia Stoker, erede dei diritti dello scrittore irlandese, e deve modificare il titolo, i nomi dei personaggi -il Conte Dracula diventa il Conte Orlok, interpretato da Max Schreck- e i luoghi, da Londra a Wisborg, per problemi connessi ai diritti legali dell’opera.
Comunque denunciato il regista perde la causa per violazione del diritto d’autore e viene condannato a distruggere tutte le copie della pellicola.
Narra la leggenda che soltanto una copia “clandestina” viene salvata dallo stesso Murnau, e che il film può così sopravvivere e arrivare ai giorni nostri.
La stessa Prana-Film, casa di produzione del lungometraggio, è costretta a dichiarare bancarotta proprio in seguito alla causa con gli eredi di Stoker, obbligata comunque, anche dopo la formale distruzione del film, a pagare il contenzioso sui diritti d’autore: la maledizione del conte sanguinario?
Considerato da sempre uno dei capisaldi indiscussi del cinema espressionista tedesco Nosferatu il vampiro è probabilmente il film sui vampiri più famoso della Storia del Cinema. Girato nel primo dopoguerra, pesantemente influenzato dal pericoloso clima politico del tempo, Nosferatu-personaggio rimane impresso per la sua capacità di “convincere” gli umani, contro qualsiasi logica, a servirlo.
Rigido, contorto, scheletrico, il nostro rappresenta i tiranni di ogni tempo.
Unghie lunghe e artigliate, occhiaie incavate, vero e proprio spauracchio della borghesia commerciale tedesca, Nosferatu, il non morto, diventa simbolo dell’irruzione violenta di un elemento irrazionale nel tessuto omogeneo della società del tempo. Specchio diabolico versus facciata ipocrita, oggetto metafisico contro tutta la buona educazione del ceto preminente.
Forza eversiva, incontenibile, poco propensa all’eros di altri vampiri, più rigido che sensuale, Orlok è un ibrido pipistrello/insetto. Statico e ossessivo, striscia e imprime la sua malefica “ombra”, ma in modo chiaramente “necessitato”. Non c’è passione nel compiere il male. Nosferatu lo fa perché non può esimersi dal farlo. E la cosa “non esime” noi dal guardarlo ancor oggi pieni di terrore.
Alle 21 seguirà, sempre al Poli, il Nosferatu molto più recente di Robert Eggers, definito da Martin Scorsese, grande fan di Eggers: “…incredibile” ma vorrei parlarvene da domani, quando avrò raccolto qualche impressione dalla proiezione in sala.




